Archivio per ottobre, 2007

poesie..

Posted in Senza categoria on 11 ottobre 2007 by stesis83
Lasciarsi sfuggire il momento giusto,
guardandoci l’un l’altro con sospetto,
tremendamente matti,
infrangendo bottiglie.
Cocci sulle mani aperte,
segnarsi con forza,
gocce di sangue a sporcarti la bocca,
come il rossetto per le tue labbra.
Abbracciando una estranea,
nell’equilibrio dei suoi sguardi,
vedo me riflessa all’infinito,
con vestiti diversi.
Lei è come Anna, la dolce bambina.
Lei è come la dolce bambina nel mio ventre.
Lei è come Anna , la dolce bambina.
Lei è come una mosca morta sul davanzale.
Lasciarsi sfuggire il momento giusto,
parlando di tante piccole scemenze,
con sotto un plaid di panno verde,
e sopra un cielo senza stelle.
Col rischio di vomitarti addosso,
bagnata fradicia dall’acqua dell’idrante,
il rumore di chitarre elettriche,
al concerto epocale.
Cantando con un’estranea,
dal sorriso simpatico,
sono come una piccola spilla sulla tua borsa,
abbandonata sulla gradinata.
Gridiamo dalla cima del monte,
osservando le auto nascoste,
dentro si consumano sveltine,
sesso che brucia anime.
La mia amica è come Anna.
La dolce Bambina.
La mia amica è come una mosca morta.
Sul davanzale.
Tremendamente matti ammettiamo di non amarci.
Con le bottiglie rotte tra le mani.
Cocci di smeraldi come i tuoi occhi.
Sporco la tua bocca,
con gocce di sangue,
colorato come il rossetto sulle tue labbra.
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poesie..

Posted in Senza categoria on 11 ottobre 2007 by stesis83
Cambiare

É strano come ci crediamo bambini,
perduti nella vastità di un inganno,
articolare poche frasi vergini,
non rinnegando il cambiamento.
Tu sei cambiata e io sono soltanto un segno.
È strano come ci crediamo confusi,
quando troppe domande s’affollano,
il mio sguardo si chiude un poco,
mentre le ruote scavano l’asfalto.
Non ci siamo mai detti nulla,
perché ogni istante era troppo breve,
non ci siamo mai feriti del tutto,
perché avrei voluto perpetuarmi in te.
Tu sei cambiata e io sono soltanto un segno.
Non ci siamo mai incontrate,
non abbiamo passeggiato quel giovedì,
non ho baciato il tuo mento,
e tu non hai sorriso.
Non ci siamo mai incontrate,
non abbiamo sepolto gli sbadigli,
non ho sfiorato le tue dita,
e tu non hai sorriso.
Non posso negare il cambiamento,
come avrei voluto,
non posso negare che tu sia mai esistita,
come vorrei gridare.
É strano come ci rincorriamo negli anni,
senza mai trovarci,
è strano come crediamo di essere ancora bambine,
terrò il dolore con me.
Tu sei cambiata e io sono soltanto un segno.
É strano come continuiamo a dirci addio,
senza mai disarmarci,
è strano come accogliamo il nuovo cielo,
terrò stretto il mio dolore.
Ogni Agosto sarà un mese qualunque,
in Luglio mi affretterò a partire,
meta su meta,
con volontà rinnovata.
Ogni mese mi chiederò come sia trascorso,
con una gamba sull’altra,
il volto imperturbabile,
gli occhi totalmente aridi.
Non posso negare il cambiamento,
giuro che tenterò di adeguarmi,
mandando avanti quel che potrò,
tra un delirio e una gioia.
Non posso negare il cambiamento,
giuro che tenterò di dimenticare,
mandando avanti quel che potrò,
tra un rancore e una gioia.
Tu sei cambiata e io sono soltanto un segno.
Non ci siamo mai strette intimamente,
non abbiamo mai promesso nulla,
non ho dormito sul tuo grembo,
non ci siamo mai dette niente.
É strano come ci crediamo nuovi,
quando abbracci qualcun altro,
pensi di appartenere,
quando fai l’amore con dolcezza,
pensi di appartenere.
É strano come ci crediamo estranei,
quando cadi nel bel mezzo dello show,
sul palco dinanzi alla folla,
sei talmente fragile,
quando cado nel nel mezzo dello show,
su un prato adiacente,
senza un braccio che possa reggermi.
Non posso negare il cambiamento,
giuro che porterò con me il dolore,
dormirò sotto questo cielo,
avvolta da una nuvola annerita.
É strano come crediamo di essere ancora bambine,
ci bastava uno sguardo per capire,
studiare francese su una panchina,
un boschetto dove stringersi in segreto.
È strano come crediamo di essere bambine,
in viaggio su un treno,
in orbita tra le nuvole,
bagnarsi di pioggia in motorino,
due occhi mai uguali.
Non posso negare il cambiamento,
giuro che farò quanto possibile,
per dimenticare che siamo esistite,
giuro che farò quanto possibile,
mandando avanti quel che potrò,
tra un dolore e una gioia.
Tu sei cambiata e io sono soltanto un segno.
Io sono cambiata e tu sei soltanto un segno.
Non posso più negarlo,
come avrei voluto,
non posso più amarti,
quanto avrei voluto.
Tu sei un’altra e io sarò dimenticata.