Archivio per maggio, 2008

Estate

Posted in Senza categoria on 30 maggio 2008 by stesis83

Credo che l’unica cosa che resta quando non si conoscono abbastanza parole sia inventarne alcune. Ho bisogno di percepire un plasma di ragione e un fluido di tossico desiderio. Quando si percorrono i perimetri di certe strade uguali a lati esagonali ci si perde in dimensioni angolari proibite. Come se fossi la percentuale di possibilità di trovare un elettrone in un certo spazio. Ritrovarsi perduta in un fondo di plastilina calpestando l’erba sintetica che proverò a fumare. Sentire il cuore come un metallo modellato soltanto per me. Soltanto per battere debolmente e in seguito a rapide sedute di elettro-schock sforzarmi di rialzarmi e sorridere.

Credo che ciò che non si vede è ciò che rimane e ciò che si prova sia come masticare carne cruda. Sanguinolenta , amarognola. Vorrei temprarmi l’anima.

Sì, avete letto bene. Temprare l’anima spalmandola con un certo unguento emolliente.

Una crema per ogni male. Una crema per ogni capogiro.

Mi vien da ridere senza una ragione o meglio la ragione è palese. Non c’è una frase qui che sia significativa, non c’è percorso che abbia una fine, non c’è verdetto che sia definitivo. Vorrei vivere al buio per poter notare le piccole cose che adesso sfuggono.

Vorrei sedermi da sola in riva al fiume e guardarlo scorrere. Vorrei piegarmi in avanti e formare un piccolo ponte. Vorrei che qualcuno fosse incerto se calpestarmi o meno. Vorrei che quel qualcuno mi calpestasse infine pur di giungere sulla riva opposta.

Vivere al buio. Che stranezza l’amore. Che stranezza l’amore per Dio. Che stranezza l’amore che professiamo l’un per l’altro. Aprirei le braccia per fingermi porta del paradiso. Aprirei le gambe e accoglierei piccoli spettri senza casa. Io però lo so che tutto è falso. E’ falso quando ci invitano alla mensa del Signore come alla tavola di Lazzaro. Tutto è falso.

L’alba al mattino, il tramonto la sera, l’aurora inattesa, l’arcobaleno con i suoi colori.

Il pianto se si è soli, la voglia di vita se si sta morendo, la delusione per un fallimento, la gioia per un secolo nuovo.

Tutto è falso.

Un amico dice che non mi riconosce. Quando ci siamo mai riconosciuti?

Riconoscersi non significa conoscersi. Riconoscersi significa percepirsi intimamente e capirsi in assenza di parole. Credo che l’unica cosa che resta quando non si conoscono abbastanza parole sia inventarne alcune.

Per questa ragione ne invento un poco, perchè non occorre fingere , la morte non lo richiede.Al contrario nella non-morte si rimane nella vita e ferendo gli altri si finge l’estate.

E’ estate.

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Coriandoli di luna

Posted in Senza categoria on 26 maggio 2008 by stesis83

Coriandoli di luna,

petali di sogno,

sulla strada di brina,

racchiusi in un pugno.

Le immagini annacquate,

su tele strappate,

un soffio di fiato ,

come luce rifulge.

 

Socchiusi i tuoi occhi,

che temono sguardi,

tremanti i rintocchi,

che suonano tardi.

Le mani su mani,

formano suoni,

i passi si accorciano,

il cuore divampa.

Coriandoli di luna,

petali di sogno,

sulla strada la mattina,

racchiusi in un pugno.

Le mani su mani,

sono ponti precari,

i passi si alternano,

al cuore che inciampa.

Giorni a perdere

Posted in Senza categoria on 24 maggio 2008 by stesis83

Giorni nuovi. Giorni pre-estivi. Giorni preconfezionati e poi venduti. Li acquisto a pochi soldi di solito il lunedì. Il resto della settimana me li faccio bastare. Ne faccio scorta e il sabato mi regalo un giorno meno nuovo, un pò più vecchio nei suoi riti. Mi alzo al mattino per scrivere un post già datato e ripetere parole già dette. Leggo libri che sono stralci di altri libri così fino a giungere al primo libro tra tutti. Il linguaggio.

La bestialità di un linguaggio non evoluto. I graffiti ma ancor prima l’immagine. E Prima dell’immagine, la violenza e la mitosi o meiosi.

Siamo aggregati di cellule e la materia non può essere creata nè distrutta.

Siamo così lievi nel non-essere e profondi nell’imperscrutabilità dell’essere.

Mi piace pensare al film "Ragazze interrotte", un buonismo di fondo mi ha distrutta. Avrei preferito che le protagoniste fossero trattate come soluzioni sature alle quali aggiungere altro soluto fino a farle precipitare. Farle divenire corpo di fondo.

Avrei voluto vederle precipitare nell’abisso della mente distorta, invece ste tizie saltellavano e giocavano, si divertivano e scappavano. Mai film fu più lontano dalla realtà dei manicomi. Mi piace pensare al film che invece ho visto ieri. Colazione da Tiffany. Obiettivo curare i nervi e i propri demoni tenendo fuori l’amore e pensando ad un modo per comprare la felicità.

Basta andare a far colazione da Tiffany e il mondo sembra meno difficile.

Basta pigliare il giornale delle pulci e scegliersi un uomo ricco? ahahhah

No! vada per un cornetto consumato dinanzi la vetrina di Tiffany.

Stupenda la scena in cui i protagonisti decidono di fare tutte quelle cose che non hanno mai fatto. Non ho mai passeggiato per la strada nuda… non ho mai detto l’intera verità senza conseguenze, non ho mai camminato in bilico tra due dimensioni,non ho mai detto ti amo pensando prima ti odierò in compenso ho detto ti detesto e dopo ho pensato che in fondo potrei amare ciò che detesto.

Confini sottili di giorni che vengono. Oggi però è un giorno un pò più vecchio e come tale va trattato. é l’ora di tornare a dormire e credere di non essermi svegliata affatto.

Chiunque invocherà il suo nome sarà salvato

Posted in Senza categoria on 24 maggio 2008 by stesis83

Lasciarsi indietro la strada percorsa, le gomme si logorano sull’asfalto, i miei occhi tracciano una parabola con lo sguardo, specchietto destro,specchietto centrale, specchietto sinistro, auto sfrecciano incuranti di me che sono incurante di loro. Leggo le insegne della città riflesse al contrario sullo specchietto retrovisore.

é un altro venerdì, uno dei tanti. Un venerdì addolorato come una santa torturata. Mia madre dice che ieri veniva festeggiata S.Rita , la santa alla quale si chiedono le cose impossibili.

Se non fossi così maledettamente profana forse le avrei chiesto di donarmi una bella morte. Una di quelle improvvise e incredibili. Lo so, sembra macabro.

Stanotte ero in disco e tutto mi sembrava così patetico. So qualcuno cosa penserà:perchè ci vai se ti sembra patetico? ci vado per ritrovare la consapevolezza di essere inadeguata a quel contesto e a questa realtà in genere.

Non fraintendetemi, fingo, ballo, chiacchiero, sorrido insomma mi adeguo un pò alla situazione soltanto che fondamentalmente sono vecchia. Mi sento vecchia per stare in mezzo a loro, che con gli occhietti semichiusi vengono rapiti dalla musica invasiva e a tratti snervante, mi sento vecchia quando li guardo tentare approcci o scambiarsi cenni di intesa. Mi sento vecchia quando qualcuno pensa di aver capito qualcosa di me e mi crede sarcastica, precisando che il sarcasmo è inteso in accezione negativa, come se non lo sapessi Oh mio dio.

Mi sento vecchia quando racconto la verità, della mia situazione interiore-sentimentale assolutamente in bilico e qualcuno crede che sia una mia invenzione per rendere interessante la mia misera esistenza. Mi sento vecchia quando cerco di contenere la voglia di mandare tutto e tutti a quel paese e fregarmene. Sì fregarmene, se uno vuole rovinarsi la vita inseguendo un amore che non esiste, se un altro si getta da una storia seria all’altra credendo di rendere stabile l’instabile, di chi dice che non vuole una presa in giro ma ci ricasca sempre, di chi è consapevole di quello che ha e che non basta ma se lo fa bastare, di chi cerca conferme da chi non ha il coraggio di darne, insomma è proprio strano questo mondo.

Tra di loro ci sono io e mi chiedo spesso : cosa voglio? so sempre cosa non voglio ma mai cosa voglio. Forse dovrei smetterla di tenere tutti fuori da me, a volte sono dolce, elargisco baci e abbracci, dico il ti voglio bene, mi preoccupo per gli amici però sento che non sono mai del tutto coinvolta. é come se mantenessi le distanze, che pensassi che insomma in fin dei conti non è mio compito dare consigli a chi non li richiede e soprattutto non sono la persona adatta. Ho perduto troppi volti, sono andati via dopo aver abbattuto case e raso al suolo anche grattacieli. Ho perduto tutto quello che poteva andare perso. L’ingenuità, la purezza, la vergogna, la dolcezza e l’amore incondizionato, la volontà, il buonsenso, la morale, persino il cuore è andato perso. Persino l’anima si è annerita come se fosse coperta da cenere.

Sono vecchia davvero, non ci sono scuse. Non è l’età anagrafica ma l’età che mi sento addosso.

Fino a un anno fa ancora credevo di poter uscire dal tunnel , ora lo so che non c’è via di fuga.

Forse è inutile tentare di capire da che parte sto, se sono condannata alla follia o se un giorno potrò godere anch’io dell’immobilità del mediocre. Magari per la massa io sono già una mediocre perchè non ho la casa con la piscina, non ho i soldi in banca, non ho un lavoro ben retribuito, non ho una laurea spendibile domani, non ho una compagna o un compagno invidiabile, non ho l’auto super accessoriata, non mi posso permettere le vacanze alle maldive. Magari sì, sarò mediocre per tutto questo.. o magari no..chi lo sa.

Magari io tutte queste cose non le desidero ma non perchè non le potrò mai avere , non le desidero perchè non mi interessano, non mi stimolano e forse mi sentirei morire se potessi avere tutto questo. se fossi felice anche per un attimo probabilmente mi sentirei ancora più infelice dopo, per aver perso la mia felicità. Il fatto di non esserlo mi dona l’illusione che magari prima o poi accadrà. Strano,vero? banale.

Mi piace guardare le mie amiche che sono in coppia da anni , prendersi per mano o sorridersi, scambiarsi un bacio, è bello vederle contente di quello che hanno ma non le invidio.

Il fatto è che ogni qualvolta sono stata con qualcuno ho sempre scelto le persone che sapevo non ci sarebbero state per sempre. Tutte con le stesse caratteristiche: carine, intelligenti, non abbastanza mature.

Lo sapevo dall’inizio e sono andata fino in fondo. Volevo toccare quel fondo, volevo trattenere quello che sarebbe sfuggito inevitabilmente, per la mia smania di dover sempre vincere. Di doverla avere vinta, autocelebrarmi. Dovevo celebrare la mia forza, il fatto che avrei potuto tenere legato a me qualcuno che per indole non poteva restare. Posso dire di esserci riuscita per un pò. Quante povere vittime dell’egocentrismo, quante povere vittime inconsapevoli del mio sadico gioco. Tra qualche settimana dovrò confessarmi, mi vien da ridere solo al pensiero. Già so cosa dirò: ho detto bugie, ho litigato con un amico o un parente, non sono andata mai in chiesa , ho detto qualche parolaccia e basta. Che confessione da dilettante. Il peccato più grande ,secondo me, è quello che investe l’integrità propria e altrui. Cioè il nostro agire nei confronti degli altri e nei confronti di noi stessi. Non so, tutto è parecchio confuso. Sono legata a qualcuno ma non voglio sentire il peso di questo nodo. Potrei essere felice o almeno potrei tentare di esserlo, ma fuggo . Non sto correndo in direzione opposta però non prendo una decisione definitiva. Come se scegliere implicasse il non poter tornare indietro. Chissà, magari la mia sarà una di quelle esistenze da vivere da sola, con un ritratto chiuso in soffitta che mi ricorda quel che sono. Magari invece mi deciderò a scegliere e sarò la ragazza più ricca tra tutti perchè quel che avrò sarà l’espressione più pura dell’amore. Quella matura, quella che quando la si fa entrare nella propria vita la si difende anche se il mondo crolla. Anche se la passione svanisce o la crisi è in agguato. La si difende da noi stessi, dalla sete di nuovo, dalla presunzione dell’uomo di poter ottenere sempre di più. Fino a poter toccare il cielo. Poter credere di essere un Dio per infine rassegnarsi ad essere un suo servo.

Chiunque invocherà il suo nome sarà salvato.

Massime Eterne

Posted in Senza categoria on 21 maggio 2008 by stesis83

Saranno luci tra le nostre dita. Verrò da te e dirò:"sei terra". Le tue labbra tremeranno un poco e piangerai silenziose lacrime di vittoria. Saranno spighe sui nostri abiti e noi a rincorrerci ridendo nell’unico mondo mai esistito. Saranno intensi attimi di giubilo e magnetiche forze ci legheranno l’un l’altro. Guarderemo oltre ogni panno steso e vedremo cime ancora da raggiungere. Guarderemo i fiocchi di avena cadere dal cielo e moltitudini di uomini ingoiarne.

Le nostre mani saranno conche e in esse scorreranno acque leggere. Avrai riflessi di rame tra i capelli e io vedrò soltanto il tuo bagliore zampillare. Saranno giorni senza tempo, l’uno perfettamente uguale all’altro, ti vivrò accanto sperando che nulla possa cambiarci. Fingerò di illudermi,amore mio. Fingerò che tutto quel che accada sia soltanto un’immagine perduta dentro uno schermo di sogno. Fingerò di amarti e fingendo ti amerò davvero. Fingerò di vivere per sempre e fingendo vivrò per molto tempo. E non avrò paura della caligine delle tenebre nè del guanto che sfiorerà le mie ossa. Non avrò paura della condanna né dei fiori con i quali adornerai il tuo sguardo. Saranno linee infinite tra noi che talvolta cambieranno direzione e altre, assumeranno forme nuove. Sarà come se fossi colta da stupore quando mi accoglierai per l’ennesima volta tra le tue braccia e come altre milioni di volte sarà la prima in assoluto. Sarà come una mistura di veleni appiccicosa che cola lenta e micidiale in gola. Amerò l’arsura e amerò la sete. Amerò la malattia e amerò il vuoto dopo averti perduto.Guarderemo oltre ogni nuvola che diradandosi mostrerà orizzonti.Camminerò per una strada ripida e da lì cadrò per raggiungerti. Guarderai il sentiero per il monte e esitarai per timore di non farcela. Saranno flutti tra i nostri corpi ed istanti di smarrimento quando al buio ci cercheremo l’un l’altro.

Saranno brividi simmetrici, amore mio. Io li proverò per me e tu per te e ce li scambieremo.

Saranno favole da squarciare dopo averle raccontate ai dormienti.

Fingerai di amarmi e fingendo mi amerai davvero. Fingerai di morire dopo il lungo viaggio insieme e fingendo morirai davvero. Torneranno luci tra le nostre dita. Amore mio, saranno soltanto luci nella nostra vita.

Sogni di sale

Posted in Senza categoria on 14 maggio 2008 by stesis83

Il mio rapporto con la realtà onirica è sempre stato incredibile. Un legame intimo, quasi viscerale. Un legame che mitiga stagioni. Come un’eutanasia dello spirito. Lo spirito muore e risorge in frammenti di cielo. Talvolta mi convinco che la realtà non sia questa. Talvolta penso che ci sia un manovratore che dall’alto si diverte a metterci alla prova. Fin dove è possibile spingere la ragione? E fin dove è possibile oliare l’ingranaggio? Due delusioni in meno di una settimana mi sembrano una coincidenza strana. Una ripetizione. Come se avessi fermato la scena e provassi a riviverla. Nonostante tutto, mi sento come una fiaccola. Passata da mano in mano. Dopo una lunga corsa, il passaggio del testimone. Ho sognato serpenti. A qualcuno piacciono. Ho sognato serpenti morti e vivi. Ho sognato amicizie ingannate. Che siano gocce di sangue passato che marcendo forma l’immagine? Ho sognato un serpente a forma di gatto.

Quello è il tradimento. Ragioniamo sulla parola tradimento. Chi tradisce? tradisce il fragile e tradisce lo stolto, tradisce il sobrio cinico e tradisce il Dio alcool. Tradiamo tutti. Una volta o milioni di volte.Cosa accade se piove sul bagnato? forse una polmonite piuttosto che un raffreddore. Cosa accade se qualcuno conficca una lama nel costato già ferito?Soltanto che la ferita tarderà a cicatrizzare. E se i miei linfociti tardassero? e se fossi affetta da malattia autoimmune? non voglio pensarci. Sono spossata e annoiata. Sono spossata da questa continuo gioco, al tiro al bersaglio. Sono annoiata nel dover tenere a bada la bambina. Se ne sta in un angolino, con la testa tra le gambe, i capelli le coprono il volto. Non so se piange o se appena alzerà la testa riderà di me che mi preoccupo di lei. Come se non ci fosse ragione per tutto questo male. Come se non ci fosse ragione di dover rotolare su un materasso a molle. Come una trottola impazzita che infine urta un angolo e si ferma. Attendo momenti nuovi. Nella mia fottuta attesa infinita. Attendo momenti in cui crederò di poter porre il mio cuore tra la mani che lo meritano. Nella mia fottuta attesa inutile.

LesAnatomy

Posted in Senza categoria on 13 maggio 2008 by stesis83

Che ci sia un modo per migliorare? ho tanta voglia di leggere e cadere e leggere e arrestare la caduta, leggere e morire,leggere e rinascere, leggere e piangere, leggere e ridere,leggere ed essere il personaggio e poi uscirne. Che ci sia un metodo unico per liberarsi da se stessi? se solamente riuscissi a svuotarmi, a fare tabula rasa di me, forse potrei migliorare. Ermafrodita, in assenza di ossigeno, non aver bisogno di nulla. Non provare nulla, nè sete, nè fame, nè amore, nè malattia. Spogliata,nuda, asciutta, sventrata, privata degli organi di senso e degli interni. Elidere assoni,dendriti,cellule nervose,nervi,molecole,atomi. Non avere più sostegno. Non sentire alcun impulso.Essere oblio per accogliere la vita. Sì, una vita decaduta,una vita deceduta,una vita colma di spettri e di fievoli lucette ad intermittenza.

A volte, sperare di essere l’oggetto inanimato che rimane sullo scaffale, impolverato,raggrinzito,ingiallito,in attesa di uno sguardo. Non so, forse è quello che prova il diverso. Il Diverso è colui che non esiste nella normalità. Ha un volto che fuoriesce dal cemento armato. Ha delle mani che sembrano forbici. Ha dei capelli come frammenti di cartilagine. Ha degli occhi come la punta di missili. Ha una bocca che sembra spicchio di luna. Il Diverso non ha nulla da dire. é muto dinanzi a quello che gli sta intorno perchè è consapevole di non valere nulla. La realtà. Normalità, valore delle cose. Parole inutili.

Relativismo. Se davvero fosse tutto relativo non avrebbe senso la parola, non avrebbe senso la realtà non avrebbe senso la diversità perchè il relativismo rende tutti diversi. Senza assiomi, senza verità,senza punti, senza scelte,senza regole, senza leggi, sarebbe il caos.

Se fossimo nati dal caos e se un Dio ordinatore cercasse di renderci marionette sociali, quale sarebbe la nostra colpa? Cercare il caos o cercare l’ordine?

Equilibri impossibili.

Il cervello. Nella parte destra sono le arti e le intuizioni. Nella parte sinistra la razionalità.

Le mani. Sulla superficie della corteccia si possono innescare gli impulsi che involontariamente potrebbero indurci a muovere le mani. A commettere reati. A insanguinarci l’anima.

Gli occhi. Se si potesse essere ciechi nella luce e vedenti nelle oscure notti.

Se si potesse accedere al mondo con occhi nuovi.

Cuore. Shock elettrico.

Un bip che sa di vita.