Archivio per novembre, 2008

Distanze

Posted in Senza categoria on 30 novembre 2008 by stesis83
Ho cinto il tuo capo di stelle,
ho obbligato la luna a vegliare su te,
ho spinto i miei passi oltre ogni strada conosciuta,
l’ho fatto per te.
Ho seguito i consigli non richiesti,
ho ceduto mille volte ai compromessi,
ho vagato insonne di notte,
per calmare la mia fame.
Ho creduto in tutte le tue parole,
davvero sto provando ad aver fiducia,
e stento anche se non vorrei stentare,
tutto questo soltanto per trattenerti.
Di tutte le cose tangibili e non tangibili,
di tutte le cose che potrei desiderare,
non me ne importa niente,
di tutti i luoghi che potrei visitare,
di ogni carezza che potrei ricevere,
non me ne importa niente.
Se non ci sei tu vicino a me.
Ho sofferto a lungo per misteriose ombre,
ho congelato il mio cuore e l’ho incartato,
ho preferito rinnegare il mattino,
piuttosto che rinnegare te.
Di tutte le fragranze che ho sentito,
di tutti i sapori e i colori,
di tutte le cicatrici che ho visto,
le tue sono le più nette.
Quanto tempo dovrà passare ancora?
tu neghi la verità,
io sono la ruota per il tuo carro,
l’ultima in ordine di importanza.
Ho mancato il colpo davanti a te,
forse sei in me piu’ di quanto credessi,
ho saputo che non si può fingere per sempre,
e che se tu hai mentito potresti farlo ancora.
Quanto tempo dovrà passare ancora?
ho oliato gli ingranaggi,
ho evitato il mio corto circuito,
quanto tempo dovrò credere ancora?
ti prometto che avrò fiducia in te.
 

I am You

Posted in Senza categoria on 30 novembre 2008 by stesis83
 
 
Hai legato il mio cuore con catene sottili
Così tanto piacere, che sembra dolore
Così intrecciati ora, che non riusciamo a liberarci
Io sono te e tu sei me

Non si può scappare dal pasticcio in cui ci troviamo
Così tanto piacere che dev’essere peccato
Devo vivere con questa realtà
Sono tuo eternamente

Non ci si può girare indietro
Siamo in questa trappola
Non si possono negare i fatti
No, no, no
Non si possono trovare delle scuse
Io sono quello con cui sei
Non abbiamo alternative
No, no, no

Oscura ossessione nel nome dell’amore
Questa dipendenza di cui facciamo parte entrambi
Ci conduce più a fondo nel mistero
Continua a farci bramare senza fine

Strane pulsioni che non riesco a controllare
Puro possesso del mio cuore e della mia anima
Devo vivere con questa realtà
Io sono te e tu sei me
Io sono te e tu sei me
Io sono te e tu sei me
Io sono te e tu sei me

Non si può tornare indietro
Siamo in questa trappola
Non si possono negare i fatti
No, no, no
Non si possono trovare delle scuse
Io sono quello con cui sei
Non abbiamo alternative
No, no, no

 
 
DEPECHE MODE
 
 
Molto intensa questa canzone. Adatta a fare l’amore, a condividere istanti, a respirare all’unisono.
Adatta a pochi e variabili momenti.  Di fresca attesa.  Di beata ignoranza. Di superficiale astrazione.
Di vanità. Di desideri inespressi. Di voglia di giocare. Di rinuncia. Di sussurri. Di verità.
Di sguardi. Di giorni. Di notti. Carezze. Di esigenze. Forse si uniscono i defunti nei sepolcri.
Forse ci uniamo noi che non vogliamo dormire soli. Forse preferisco vegliare.
Forse desidero essere specchio per l’altrui guardare. Forse è sconfitta la mia devianza. Forse è sollievo il tuo sospiro di amico.
Forse inganni e forse inganno. Forse. Mi inginocchio dinanzi il Tempio.
 

Colori proibiti (FORBIDDEN COLOURS)

Posted in Senza categoria on 29 novembre 2008 by stesis83
 
 
 

Le piaghe sulle tue mani sembrano non guarire mai

Pensavo di aver solo bisogno di credere

Sono qui una vita lontano da te

Il sangue di Cristo, il battito del cuore

Il mio amore veste colori proibiti

la mia vita ci crede.

Privi di significato, sono passati gli anni

milioni di persone hanno dato la vita per te

e nessuno sopravisse

Imparando a gestire i mie sentimenti

le mie mani affondano in un suolo, che è me stesso

Il mio amore veste colori proibiti

la mia vita ci crede ancora

Camminerò in cerchio

Non crederò neanche alla terra su cui cammino

mostrerò una inoppugnabile fede verso chiunque incontrerò

Il mio amore veste colori proibiti

la mia vita ci crede.
Sono qui una vita lontano da te

Il sangue di Cristo o un ripensamento

Il mio amore veste colori proibiti

la mia vita ci crede ancora

 

SAKAMOTO

 

Anch’io indosso colori proibiti, desidero cose proibite, penso cose proibite. Insinuo idee proibite, faccio domande scomode, temo parole scomode.

Ma scelgo di dare una possibilità al mio cuore bucato e di sopravvivere a se stesso.

Con qualche  lacrima imprigionata tra due ciglia bicolori. Con qualche pensiero incerto incastrato tra due emisferi.

Anch’io indosso colori proibiti, compio azioni proibite, e credo nella mia vita come crederei all’altrui. 

Avrò fede  nel mio prossimo,  come avrò fede in me.  E  tenterò di accettare l’incantevole vuoto.

Controllerò ciò che ho e non costruirò piu’ niente. Avrò fede senza un perché.

Indosserò sempre i miei colori proibiti. Osservandone le varie sfumature in ogni cosa del mondo.

E starò bene come starà bene chi raggiungerà la sua meta. Avrò una sorpresa ,oggi.

La tua sorpresa è un suono distorto nella mia testa. Avrò una sorpresa,oggi.

Il postino ha già bussato. Correrò a scartarlo. E tutto girerà intorno.

Basterebbe un secondo per dimenticarsi davvero? avrò fede, senza un perché.

E starò bene, perché cingerò i miei capelli di fiori proibiti.

E indosserò ancora i miei colori proibiti.

Senza titolo.

Posted in Senza categoria on 29 novembre 2008 by stesis83
Mi dirai grazie e io non dirò niente quando ti accorgerai che questa pellicola è stata montata ad arte per te. E di ogni strato di cielo possibile io te ne farò dono in parte, tenendo per me qualche piccolo accento di nube. Mi dirai grazie quando camminerai leggera per le strade della città, col volto disteso e un sorriso che sa di benessere.
Mi dirai grazie quando sosterai da qualche parte, quando tutto ti sembrerà la copia di qualcosa. Mi dirai grazie quando i tuoi occhi incontreranno il fondo.
Quel giorno tanti angeli neri danzeranno in cerchio. Sulle note di una melodia che ti sembrerà familiare. Sai quante volte urterai un marciapiede? un solco basso sulla tua strada. Tante volte. E crederai che quel solco sia stato pensato da qualcuno, solo per distrarti. Solo per offenderti. Sai quante volte ho celebrato la notte? mi è venuta in soccorso, mi ha avvolto nei suoi mantelli sussurrandomi che non finirà mai. Sai quante volte ho celebrato la mia notte? mi è venuta a trovare, era un corvo appollaiato sulla poltrona che gracchiava: mai piu’. Ti dirò grazie e tu non dirai niente quando avrò in dono la tua amara carezza, e non mi sembrerà di aver viaggiato invano, non mi sembrerà di essere un nodo irrisolto,no. Ti dirò grazie con lieve cenno del capo, senza troppe parole. Te lo dirò perchè la candela è ancora alla finestra. Ti dirò perdona se ho troppo amato e dirò verrà da te stanotte l’ombra che attendevi. E tu mi donerai un filo di perle, un semplicissimo contorno di luce. E ci strapperemo. Io strapperò te mentre tu strapperai me. In un gioco masochista concordato. Saremo felici , vedrai. Perchè la felicità non ha perimetri nè limiti di sorta. Saremo felici, te lo prometto. Tu a destra e io a sinistra. La memoria al centro come la piccola porta del Paradiso. Sai che qualche volta ho pianto anch’io? l’oscurità è complice dei cuori che tacciono, in questo cielo colmo di sogni niente è impossibile, in questa notte che sa di pane niente è impossibile. In questo limbo di attese niente è impossibile. Ti dirò che ho sentito di essere sopravvissuta solo quando ho perduto. Ti dirò che la paura non ha nulla a che fare con l’osare. Quanto ancora pagherò per la verità? Sorgeranno tanti fiori nel giardino della tua casa. E uno fiorirà nella tua bocca, mentre chiuderai gli occhi. Sarà come addormentarsi serenamente senza finzioni. Nulla sarà misterioso, nulla sarà complicato, tutto si aggiusterà in unico grande flash, in un lampo di cose da tacere. Mi dirai grazie quando osserverai la tua costellazione e il tempo non avrà corso. Ti ringrazierò quando vedrò Dio e bacerò la sua veste di umiltà. Quel giorno mi libererò per sempre da questo gelo candido che stritola le membra. Quel giorno tanti angeli neri danzeranno in cerchio.  

Confessioni contese di un fuori-uscito

Posted in Senza categoria on 28 novembre 2008 by stesis83
Piu’ di qualche volta ho cercato di pormi bene in relazione all’oltre me. Talvolta trascorrevo ore ad osservare la fiamma di un accendino che trovavo per casa, abbandonato da qualcuno che lo avrebbe maledetto o meglio mi avrebbe maledetto, altre volte fumando stravaccato sul divano sniffavo le mie dita giallo-nicotina pensando che in fondo non tutto possa essere colto subito. Così ciondolando per casa, con una logora vestaglia a righe , di lanaccia infeltrita sentivo una fitta al costato come un gesù cristo arrabbiato e ferito.Mi sovveniva chiaramente l’immagine di Zeno, della sua coscienza, del volgere la propria esistenza all’inettitudine e mi sentivo grato, come un pidocchio al suo capello. Attendevo che una delle mie giovani amanti venisse a bussare alla mia porta, come ogni lunedì e ogni mercoledì. Mai ai giorni pari. Le attendevo invariabilmente con l’occhio alle lancette , uno a quella dei minuti, l’altra a quella delle ore. La mia fissità era oggetto di studio. Un certo Dottor Inatteso , di nome e di fatto, bussò un giovedì. Non lo Attendevo. "Chi mai potrebbe essere?" pensavo trottorellando.
"Chi è? " dissi. "Sono il Dottor Inatteso" disse il Dottor Inatteso.  "Lei, è giustamente Inatteso, dissi Io. E Inopportuno anche "aggiunsi.
"Signor Dolente, non si dolga " "No, dissi, ma lei chi è?" "Il Dottor Inatteso" ripetè l’uomo. Scelsi di aprire, come un imprudente che non vuol definirsi nè essere definito con tal nome. Lo vidi, il naso stretto e piatto, il volto grasso e rosso, pareva una foca grassoccia e sgraziata.
"Signore, dissi, lei turba la quiete di un Fuori-uscito"  "Me ne dispiaccio, ma gentile signore lei deve seguire la sua dieta"
Così il Dottor Inatteso tirò fuori il suo sermone, e da una sacca di corda blu una pila di oggetti. "Li deve associare" disse. E feci del mio meglio. Una bambola sul presepe blu, un pene incastrato a stento dentro una serratura  errata, qualche moneta lanciata come manciate di stelle. "Lei è un dissociato" disse e non ci vidi piu’.
Volevo disperatamente spiegarmi,spiegare, associare, chiarire ma le distanze tra ciò che percepivo e ciò che realmente accadeva erano incolmabili voragini di non detto. Così pensai:" perchè non tacere?" E tacqui. Annotando su un taccuino tutto ciò che leggevo, vedevo, pensavo, comprendevo, elaboravo. Finchè raggiunsi la consapevolezza di non avere capito niente. E lo dissi ad alta voce. Fu doloroso. Un giorno, era un sabato, passeggiavo come ogni sabato sulla via di Rocca Normanna quando incrociai una delle mie amanti, Nanetta.  Col sorriso piu’ dolce mi chiese:" come si sente mio signore?" " Un pò addolorato, Nanetta" lo dissi a bassa voce e distrattamente impegnato a guardarle le mani squamate. Pochi pollici di donna come una bella sirena di un mare che in profondità diviene coscienza.
Lì la ritrovai la mia Coscienza. E la contesi a Me stesso. Da buon fuori-uscito, mi sentii abbastanza addolorato da risultarne estraneo. Perchè il dolore pone le sue barriere e costruisce i suoi cancelli. Ci rende fottutamente estranei a noi stessi e all’altro.
Una Domenica, passeggiavo per i campi quando mi imbattei in una Chiesetta. Un buon profumo d’organo e il suono di preghiera. Entrai.
Non vidi niente. Solo angoli e travi. La luce filtrata da un rosone asimmetrico mi rese cieco. Povero di luce mi sentii solo.
Fuori-uscito ancora un giorno. Un giorno teso. Una mano grinzosa si posò come neve leggera sulla spalla destra. " Non si dolga Signor Dolente"disse il vecchio droghiere. E gli fui grato. Mi regalò una bilia e una la ripose in tasca. Come due amici che non spartiscono niente ma si confortano.
Fu così che decisi si non contendere più ,  non perdendo niente.
 
 
 

Accettare se stessi (e i propri limiti)

Posted in Senza categoria on 27 novembre 2008 by stesis83
è strano, tutto è trascorso. Con il suo incedere, senza troppe parole. E’ andato, io l’ho sentito. Ha varcato i cancelli e mi ha lasciato sola. Non troppo sorpresa, non troppo esausta, non troppo cortese né allibita. Ha inforcato la porta e basta. Nemmeno gridando qualche ragione, qualche insulto, qualche perché.
E’ strano, io mi conosco, so quanto sia difficile starmi vicino e accedere al mio cuore e sono consapevole, di contro,della soglia da non varcare per non perdersi.
Tutto inizia per gioco, muta nel tempo, cresce, assume forma propria e poi tace. Tutto inizia e tutto finisce. Perchè deve, perchè in fin dei conti ci si dice speciali per sentirsi parte di qualcosa o di qualcuno. Ma di chi davvero facciamo parte? noi siamo degli ipocriti, delle persone che si prendono in giro inconsapevolmente. Quanto è difficile amarsi, volersi bene, stringersi, desiderarsi. E’ qualcosa che ha dell’esclusivo ma che proprio per questa ragione assume contorni rari. Chi vuol spacciarsi per l’eroe dei due mondi? per chi capisce tutto, non giudica mai, non sbaglia mai, non pensa mai, non saprebbe nemmeno per errore esprimere un’opinione senza prima cercare le parole sul dizionario? Chi sorseggia il suo vino credendo di aver tra le mani il mondo e chi invece finge di vivere e di sopravvivere ma fondamentalmente è un inadatto all’esistenza. Senza scopo, senza sale, privo di stimoli, che non fa nuove le cose. E’ strano, quando si dà tanto non si ottiene niente, quando si dà poco si ottiene troppo. E’ un gioco di specchi, di verità che talvolta deludono e talvolta fanno sorridere. Ma che importa? magari è tardi,magari non c’è alcun motivo per dispiacersi.
In fondo, è l’esistenza che ci mostra i suoi ritmi. Che ci abitua alla crudele realtà. Non c’è molto da lottare, nè da obiettare.  Il segreto è l’accettazione.
Ed è questo che faccio, da anni, accetto quel che è, quel che non cambierà. Così , a poco a poco, assisto da spettatore quasi disinteressato alla commedia e non interagisco, non parlo, non penso, non controllo il mio personale dizionario da viaggio. Non avrebbe senso. Così sorrido e dentro non scorgo nulla che io non sappia già.
Sono tranquilla. Sono Me.
 

Ti direi..

Posted in Senza categoria on 25 novembre 2008 by stesis83
 
 
Ti direi che questa sarà la notte dei perché, dei turbamenti , dei "rimani con me". Un lieve sospiro che precede la luna, col suo mantello di stelle e il sorriso un pò triste.Ti direi che fuori non è buio, che  questa brezza che oggi sembra pungere gli occhi domani svanirà, che un solo giorno non può bastare per dirsi addio. Ti direi che anche il silenzio è una forma di comunicazione e che non c’è ragione per non tirare il fiato.
E le manie, gli sbalzi d’umore, le ossessioni che rendono le esistenze frutti acerbi. E i sogni sospesi, i discorsi rimandati, le bugie complementari, sono come tetti visti dalle prigioni. Ti direi sceglimi adesso, feriscimi ancora, portami da qualche parte, rinnega l’aurora.
Ti direi che esistono strade che sono binari , che tutte le stazioni sono uguali. Ti direi che ci vuol coraggio per vivere, per rischiare tanto, per non soccombere presto. Ti direi che sono belli gli aquiloni, colorano il cielo. Ti direi che in certi occhi potrai scorgere il punto oltre la siepe.
Tu contieni l’Infinità. Tu sola. Tu sei il paradosso e l’alienazione. Tu sola.
Ti direi sbrigati ora, saltella tra i pianeti, vigila sul sonno dei bambini. Ti direi che non c’è scampo al progresso, che se esistiamo è per ritornare, che che tutto è circolare. Ti direi che ho dipinto il mondo di un determinato colore, che in te contemplo la bellezza di un gesto ingenuo, di un imbarazzo che ti rende speciale, un rossore che sa di tenerezza.Ti direi che non potrò mai fare a meno di te, che la tua immagine è un soffio nei miei occhi, che ogni cosa splende un pò di piu’ da quando ci sei. Ti direi non andare via, che gli uccelli emigrano in certe stagioni, che le vette non son troppo difficili da raggiungere, quando a spingerci è la volontà.
Tu contieni l’infinità. La gioia del mondo. Tu  controlli i solstizi, gli equinozi, le stagioni, l’intera rotazione.
Tu evolvi l’umanità soltanto con la tua esistenza, tu sei l’ideale per lo spirito. Tu sola.
Ti direi dissetami, ti direi sfamami, ti direi legami a te come due magneti che non possono essere privati di carica.
Ti direi prega per me, ti proteggerei se solo potessi e lascerei che tu fossi la mia casa, senza paura.
Tu sei malattia. Tu sola. Tu sei tutto ciò che non vorrei. Tu sola.
Contieni la Sapienza. Tu sola. Contieni la Non curanza. Tu sola.
E’ la volontà che spinge l’uomo verso la cima. Sono davvero troppe le cose che ti direi.
Questa sarà la notte del rimani con me.