S.T.

 
 
Quante volte abbiamo detto che non ci saremmo mai arresi,
quante volte hai detto che soltanto insieme saremmo risorti,
tu seduta sul margine del ponte e io chiusa in me stessa,
quante volte hai chiesto alle mie mani bianche di sfiorarti,
il tuo profumo mi giungeva come un ricordo di menta.
Quante volte abbiamo speso le nostre notti a pensarci lungamente,
tu in preda alle allucinazioni e io fuori di me,
le pasticche ideali sul ripiano più alto,
quante volte mi chiedevi la dose quasi come fosse fatale,
era così accecante la tua aura di trasgressione,
noi due come asole dalle quali far scorrere i nostri mali.
Oh ragazza, sapresti raccontarmi una nostra missione?
hai spento tutte le candele
Oh ragazza, quale è il segreto dei numeri primi?
hai spento tutte le candele.
Ho riconosciuto su un muro del quartiere i segni di tanti anni fa,
sulla corteccia di un albero, vicino la scuola, una confusa F,
e sui banchi ho poggiato le labbra,
sulle mie rughe ho letto i tuoi baci.
Ho riconosciuto su vecchie pagine di un libro la tua grafia incerta,
eri così infantile allora,
quando chiudendo gli occhi mi chiedevi di aiutarti a volare,
eri bella quando schiudevi le labbra indecisa se dire o non dire,
ho riconosciuto su un banco il cimitero che ho disegnato,
una lapide per ogni professore,
ricordi quanto ridevamo?
Oh ragazza, quante estati hanno posto un gradino tra noi,
quanti anelli hanno ormai formato intere collane,
oh ragazza, quando ti ho vista col tuo nuovo amore,
ho pensato fossi una graziosa mamma.
Il tuo grembo così gonfio e così eterosessuale,
mi sono sentita quasi invisibile ai tuoi occhi.
Oh ragazza, eravamo così ingenue,
così dolci e impreparate.
Ricordi il nostro primo bacio?
non tremavo nemmeno,
tu ti sei avvicinata e tutto è accaduto,
senza spiegazioni,
senza tanti perchè,
senza nemmeno un domani.
Quante volte mi sono chiesta cosa sarebbe accaduto,
se non fossi stata la tua eccezione,
quante volte mi sono chiesta cosa provassi davvero,
quando giuravi amore.
Quante volte mi sono maledetta per averti ferita,
e averti lasciata sola,
come ho potuto ?
quante volte ho giustificato me stessa con mille scuse,
e se non avessi spezzato i tuoi sogni?
Adesso sei un ricordo lontanissimo,
la mia prima vera voragine,
e adesso che sei veramente così distante,
così estranea, così inaccessibile,
io ti celebro.
Ti celebro per aver avuto il coraggio di osare,
ti celebro per non aver dimenticato il mio nome,
ti celebro per il bene che nonostante tutto hai mantenuto,
ti celebro per la madre che sarai.
Oh ragazza, prometti che non la chiamerai come me?
sarebbe come una cosa irrisolta
Oh ragazza, prometti che permetterai a te stessa di perdonare?
soltanto così io sarò salva.
 
 
 
 
 
 
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