Archivio per gennaio, 2009

Nuvole Bianche

Posted in Senza categoria on 30 gennaio 2009 by stesis83
Ho scorto nuvole bianche nel tuo sguardo,
ho scorto profondissime caverne in te,
tu nascondi segreti riposti,
tu nascondi sorrisi perfetti.
Ho scorto meravigliosi paesaggi sul tuo corpo,
ho sfiorato teneri fondali di carne,
schiacciata dal peso dell’infinità,
sussurri parole che non puoi arrestare.
E se ti tenessi per mano?
qualcuno potrebbe capire.
E se ti conducessi lontano?
non potresti mai muoverti di un passo.
Ho scelto già da tempo la mia strada di gelo.
Quando l’ ho fatto forse ero ancora bambina.
Ho scelto senza scegliere,
quando ho pianto per tutte le mie colpe.
Pensi che sia semplice l’accettazione?
Pensi che sia soltanto una ferita precaria?
Quando ho capito avevo così freddo.
Quando ho capito ero così sola.
E se ti tenessi per mano?
è così flebile la tua carezza.
Ho scorto nuvole bianche nei tuoi occhi,
così lenti i gesti quando ci si mente,
ho scorto asimmetrie colorate,
io so che non guardi mai dentro te veramente.
Ho perduto le mie difese,
ho cambiato sentiero per te,
ho dipinto la mia esistenza di nuovi colori,
ho fatto tutto questo soltanto per te.
 
 

Crescente

Posted in Senza categoria on 25 gennaio 2009 by stesis83
http://it.youtube.com/watch?v=2EquAeS49N4  ————–> questa canzone è bellissima
 
 
Tu sei una piccola sfumatura chiara in un cielo increspato,
ho così tanto freddo dopo aver volato basso,
ho sempre amato il tuo sguardo che attraversa come fievole luce,
e quel campanile cuneiforme dal quale ti vedevo limpidamente.
Tu sei il becchime sulla piattaforma,
lanciata lì per me da una mano di bambina,
sei agile come un’ombra sottile,
quando mi illudo mi incateno alla tua immagine.
Quanto costa poter desiderare?
mi irrigidisco nelle mie penne,
come un Icaro impaurito,
vorrei poter saltare intorno la tua aureola,
e stupirmi della bellezza di luna.
Sento che il tuo nome è un suono crescente.
Sento che il tuo amore è un chiodo nella testa.
Quanto costa poterti sfiorare ancora?
tu sei come un giorno nuovo,
non conosci stagioni,
tu sei come un cappotto senza tempo,
da indossare sempre.
Sento cheil tuo nome è una consapevolezza crescente.
Sento che la tua carne è la mia carne.
Vengo battezzata in te,
le mie labbra ricevono le tue labbra,
la tua bocca circoscrive il nostro peccato,
sulle mie mani tracce di te.
E se soltanto non fosse una distorsione,
se questa realtà avesse la sua via di uscita,
in un luogo perfetto in cui declinare,
io morirei in te eternamente.
Sento che sei la mia unica frontiera.
Sento che questo amore non ha il suo picco.
Tutto è soltanto crescente.
Sento che sei la mia unica verità.
Sento che questo desiderio non ha volto.
Tutto è soltanto crescente.
La foglia,la spina, il germoglio.
Tu sei la mia unica idea crescente.
L’unico sogno ricorrente.
Tu sei una piccola sfumatura chiara in un cielo increspato,
ho così tanto freddo dopo aver volato basso,
ho sempre amato il tuo sguardo che attraversa,
appollaiata su questo campanile attendo la tua ascesa,
su un grifone solchi gli abissi celesti,
come una nuova creatura angelicata,
i tuoi capelli sembrano polvere di una fiamma mai spenta.
Tutto ciò che mi circonda è come un progetto futurista.
Il mondo muove, la città disorienta , le parole sanno di vergogna.
Tu rimani in me come l’unica idea crescente.
Mentre il mondo si affloscia,
mentre il grattacielo crolla,
mentre bombe intelligenti divorano un’intera striscia di terra,
mentre un ragazzino impara il Credo,
 rimani la sola cosa che in me è crescente.
Come la luna,
come una fortuna,
come una sera,
come una carezza che intima si insinua,
come l’unica cosa per cui valga la pena di gioire,
rimani la mia sola verità.
Crescente.
 
 
 
 

Lettera ad un amore abortito

Posted in Senza categoria on 21 gennaio 2009 by stesis83
Caro amore, quando sei sorto in una sera fredda , non avrei mai immaginato ciò che sarebbe accaduto.
Tu non eri forte ancora, ma stavi in piedi sulle tue gambe, uno scricciolo d’amore che tentava di farsi largo nella vita. Nella mia.
Non volevo fino in fondo ma ti ho accolto tra le braccia come se fosse un atto dovuto a me stessa. Una occasione di lasciare al mio cuore la possibilità di un battito. Uno  in piu’. Forse è vero che la diversità è una luce in una notte oscura. Forse dovrei odiarmi per questa diversità, però non ci riesco. Non riesco a vedere una sola ragione per sentirmi inadatta, inadeguata, superflua, uno scarto. Ha ragione mia madre, quando dice: " è una strada senza uscita, senza traguardo?" ; hai ragione tu che fuggi da ciò che non è mai accaduto? non saprei, le strade sono così tante e le ragioni dei gesti risultano inquietanti e stupidi per la maggior parte dei casi.
Caro amore, quando ti ho sfiorato sapevo che ti avrei perso, è come un rischio che vale la pena di correre per un lampo di infinità. Probabilmente è un languore solitario,un brivido che cessa al mattino, dopo un pomeriggio d’amore, forse non è nemmeno questo. Chi può dirlo.
Gli istanti sono soggetti incerti e noi degli ingenui equilibristi. La realtà sembra filtrata da una grande lente che mostra le immagini piccole piccole. Ti vedo così distante da me. Come se in fondo non fossi esistita. Questo lo devo a te, che sai come umiliare, castrare, gettare, calpestare. Me lo merito e dovrei anche ringraziarti.
Risvegliarsi da un sogno, munirsi di un enorme specchio e guardare la propria immagine. E’ così distorta..così poco amabile.
Però sono vera. Con tutte le mie contraddizioni, le mie perplessità, le malinconie, i sorrisi piu’ o meno necessari, gli sguardi obliqui.
Da quando ti ho incontrata so per certo che tutto ha un suo sapore. Tu sai di amarezza. Ogni simbolo , ogni segno, ogni sillaba che forma la parola ha in te un retro-gusto che sa di paura. La paura non mi appartiene , non quanto vorrei. Ho imparato nel mio cammino che siamo soli. Che per quanto si possa amare qualcuno, la felicità è trovare in se stessi la ragione di essere al mondo condividendo questa consapevolezza con gli altri. Sai quando qualcuno dice: " mia madre è la mia vita, mia sorella o mio fratello è la ragione per cui sono al mondo" , sai come si chiama questo? NON-VITA.
L’esistenza è un’esperienza intima, soggettiva, solitaria per certi aspetti e profonda, non ha in sè nessuna accezione di dovere o obbligo. Quando si vive si sceglie. Quando si sceglie ci si accartoccia su un’idea. Tu hai scelto, per te, per me, per chiunque. Tu scegli , a prescindere. Come se potessi farlo, come se fosse una formalità. Anzi lo è stata. Non discuto il contenuto di una scelta, d’altronde non avrebbe senso, quando si abbandona una strada per un’altra con tanta determinazione significa che ciò che abbiamo lasciato non era il meglio per noi, non era abbastanza. Non dico poco importante, ma non troppo.
Caro amore, come ci si sente a rinunciare a se stessi? sicuramente apparirà come una provocazione, una vendetta scritta, invece no, non lo è. Mi esprimo in termini di curiosità.. come se fosse un caso sociale da analizzare e studiare, un caso pietoso antropologicamente interessante.. perchè è davvero un tormento dovere essere sempre e solo se stessi.. credi che nascondendo la tua parentesi , la tua non necessaria parentesi, tornerai ad essere ciò che eri?
siamo soggetti cangianti, tutto ci cambia, ci influenza, nulla sarà come prima. Nulla. 
Ingannerai te stesso chissà per quanto tempo, poi chi può dirlo, incontrerai qualcuno piu’ furbo e piu’ adatto che ti condurrà sulla medesima strada. La vita è un cerchio. Ricordalo.
Quando una donna abortisce , spesso, pensa a quel gesto per sempre. E’ una ferita dell’anima. Una cicatrice infetta per sempre.
Ci si chiede ogni giorno: " che volto avrebbe avuto se fosse nato? sarebbe cresciuto bene e forte? sarebbe stato felice e lo avrei reso felice?"
E’ la stessa cosa per l’amore. Esistono amori abortiti, amori che rimangono nell’anima in germi, che si schiacciano con due dita, come insetti molesti. Tu lo hai fatto.
Forse non penserai mai al volto di questo amore, forse non sarebbe nemmeno nato. Forse.
Non lo saprai mai, non lo saprò mai. E’ questo che rende tutto piu’ squallido. Imperdonabile.
Davvero mi sforzo per poter trovare un senso a mille gesti e parole. Non ci riesco. Nessuna giustificazione potrebbe di colpo cancellare la brutalità di un messaggio, l’insensibilità di poche parole in ordine sparso, come se fosse tutto semplice e giustificato.
Non lo so. Mi pare tutto così assurdo e improponibile.
Caro amore, non esisti piu’. Eri un germoglio e ora hai deciso di tornare nella terra. Implodere.
Hai fatto , in un certo senso, la cosa piu’ giusta. Piu’ adeguata. Ora sei così rassicurante nei tuoi vestiti, così perfettamente a tuo agio con ciò che è altro da me, così te stesso, vero? è una menzogna sociale. Mentiti. Menti a chi piu’ ti piace. 
E’ così che si avvizzisce, giorno dopo giorno. Per non aver avuto il coraggio di vivere.
 
Non ci sono altre parole 
 
Per poter seppellire un amore abortito.

Andare

Posted in Senza categoria on 16 gennaio 2009 by stesis83
 
 
Andare , non conoscere strada.
Andare, con un misero perché.
Passeggiare in un bosco di prime vere.
Passeggiare con un bouquet di stelle tra le mani.
Andare con un tremito nella voce.
Andare con un ventaglio di sconfitte.
Passeggiare con i ricordi di estati.
e tramonti mai visti.
Passeggiare con qualche spicciolo ai piedi,
rotolando su erbetta -plasticata,
con le lacrime agli occhi,
un pò ovali.
Andare, non giacere sulle nuvole.
Andare, con gli straccioni agli angoli di periferia.
Guardare la luna addormentarsi tra le braccia del cielo.
E tu che mi sei nuova come una pozza d’acqua fresca,
e tu che sei leggera come una veste al vento,
e tu stesa al sole come tanti lenzuoli candidi,
sei il picco di ogni mio desiderio.
Andare verso il vertice dell’esistenza,
in un limbo in cui morte e amore coincidono,
e si perpetuano come in un sogno incompiuto,
andare verso il triste presagio di sventura,
quando un addio squarcia i tuoi occhi,
e la terra chiede che le siano sacrificate le nostre verità.
Andare e non credersi andati del tutto.
Andare e sperare in un ritorno.
Viaggiare su corpi mai visitati.
Dissetarsi dalle vene della terra.
E tu che mi sei nuova come una collina fiorita,
e tu che sei come un merletto di sottane,
e tu che non conosci menzogna,
sei il traguardo per il mio dolce vagare.
Sei la mia unica consolazione in un giorno di prime vere.
 

Tourniquet

Posted in Senza categoria on 10 gennaio 2009 by stesis83
 

Amore Infetto

A volte mi sento come se dovessi

correre via, come se dovessi

fuggire via

dal dolore che tu porti nel mio cuore

l’amore che condividiamo

sembra che non vada in nessun posto

ho perso la mia luce

mi agito, mi giro, non posso dormire la notte

una volta sono corso da te (sono venuto di corsa)

ora correrò via da te

questo amore infetto che mi hai dato

io ti ho dato tutto quello che qualcuno potrebbe darti

raccogli le mie lacrime , e questo non è neanche lontanamente tutto

amore infetto

amore infetto

ora so che devo

correre via, devo

fuggire via

non vuoi davvero più niente da me

perché le cose si aggiustino

tu hai bisogno di qualcuno che ti tenga stretta

credi che l’amore bisogna pregarlo

scusa, ma io non prego così

una volta sono corso da te…

non toccarmi per favore

non posso sopportare il modo in cui mi assilli

ti amo anche se mi hai ferito in questo modo

adesso devo prendere le mie cose e andandomene

toccami piccola, amore infetto

toccami piccola, amore infetto

toccami piccola, amore infetto

una volta sono corso da te…

TESTO TOURNIQUET MARILYN MANSON
 
 
 
 
Ho provato ad uccidere il dolore
ma ne ho solo attirato dell’altro
giaccio morente
e sto versando rimorsi e tradimenti rosso sangue
sto morendo, pregando, sanguinando e urlando
sono troppo persa per essere salvata?
sono troppo persa?

il mio Dio, il mio laccio emostatico
restituiscimi la salvezza
il mio Dio, il mio laccio emostatico
restituiscimi la salvezza

ti ricordi di me?
perduta per così a lungo
sarai dall’altra parte
o ti scorderai di me?
sto morendo, pregando, sanguinando e urlando
sono troppo persa per essere salvata?
sono troppo persa?

il mio Dio, il mio laccio emostatico
restituiscimi la salvezza
il mio Dio, il mio laccio emostatico
restituiscimi la salvezza

Voglio morire

il mio Dio, il mio laccio emostatico
restituiscimi la salvezza
il mio Dio, il mio laccio emostatico
restituiscimi la salvezza

le mie ferite bramano la morte
la mia anima brama la liberazione
Mi sarà negata, Signore?
Laccio emostatico

TOURNIQUET EVANESCENCE
 
Come due canzoni possano esprimere concetti uguali e diversi…
 

Fuori dalla notte

Posted in Senza categoria on 10 gennaio 2009 by stesis83
 
Fuori dalla notte un cumulo di speranze,
in due occhi tersi come cocci di cielo,
lampi di vergogna e pacata bramosia,
fuori dalla notte drappi variopinti,
e sudari mai pronti davvero.
Cosa ha da dire il cuore alla ragione?
mille volti ha l’amore,
e molti altri ancora,
quando indossa maschere,
possiede piu’ di una pelle.
Cosa ha da dire il cuore alla ragione?
non si baciano gli avanzi di un perché,
non si baciano  gli scarti di un "non so forse",
ed astuto il compromesso si annida tra noi,
ferocemente accartoccia i desideri.
Fuori dalla notte timidi tramonti,
piccoli passi stanchi,
qualche sguardo oltre gli orizzonti,
lanciato come un dardo oltre la luna.
Cosa vedi se non un sorriso spezzato?
Fuori dalla notte non mi riconosci,
lasci che tutto sappia di sale,
mentre la nebbia non nasconde niente,
segui il sentiero per il fiume.
Bagni i tuoi vestiti
bagni le tue mani
bagni le tue membra
bagni gli stivali
Affoghi i tuoi pensieri
Affoghi il tuo cuore
Affoghi i tuoi sospiri
Affoghi ciò che credi sia irreale.
Tu cammini piano.
Scalza e nuda
Tu cammini piano.
Su un cono di spine.
Tu sei la piu’ bella che consola.
Le tue braccia come trame di giunchi.
Tu cammini verso Me.
Fuori dalla notte.

What Sound – Lamb

Posted in Senza categoria on 9 gennaio 2009 by stesis83
 
 
Quale Suono

Quale è questo suono
Che sta risuonando nelle mie orecchie
Il suono più strano
Io lo sento da anni ed anni
Il suono di due cuori
Che stanno battendo fianco a fianco
Il suono di un amore
Che nè nè l’uno nè l’altro possono nascondere

Il suono che fa sì che il mondo giri
Il suono che fa sì che il mondo giri

Qual è quel suono
Che sta risuonando nella mia testa
Divertente io pensai
Quella parte era morta da lungo tempo
Ma ora c’è una nuova vita
Che sta scorrendo attraverso le mie vene
Perché c’è qualcuno Che fa sì che batta nuovamente

Il suono che fa sì che il mondo giri
Il suono che fa sì che il mondo giri
Il suono che fa sì che il mondo giri
Il suono che fa sì che il mondo giri

Quale è quel suono
Che sta risuonando nelle mie orecchie
Il suono più strano
Io lo sento da anni ed anni
Il suono di due cuori
Che stanno battendo fianco a fianco
Il suono di un amore
Che nè l’uno nè l’altro possono nascondere

LAMB

 
 
Questa è una delle mie canzoni preferite e anche una delle piu’ dolci 🙂 dei Lamb