Archivio per ottobre, 2009

Love is Love

Posted in Senza categoria on 28 ottobre 2009 by stesis83
 
 
 
 
 
ho bevuto dalle tue mani un sorso di vita,
ho affondato il mio volto nella cavità della tua spalla,
hai soffiato sui miei occhi un pò della tua luce,
e hai detto: ti amo.
Lo hai detto, si lo hai detto.
hai pianto parole innocenti e prodotto nubi,
sei caduta dal cielo,
ti sei prostrata dinanzi al tuo Dio
gonfiando il petto.
Hai chiesto piano cosa fosse amore,
hai strappato pagine, divelto porte,
affrontato sguardi ostili,
hai mostrato vergogna,pietà, dubbio,
ti sei inginocchiata troppe volte.
Hai chiesto piano cosa fosse amore,
la tua voce come un sussurro,
mentre il tempo ingoia il giorno,
e tu non mi cerchi più.
Si, ormai, non ricerchi più.
negli spazi tra le parole,
virgole, punti, pause,
silenzi, note , cediglie, densità di frequenza,
ampiezza e crome,
ho colto il desiderio di incontrarci ancora.
Si, come  la prima volta.
Io nelle mie scarpe nere e tu nel tuo grigiore.
Come una statua invecchiata.
Sembriamo cocci di una palazzina,
macerie , detriti , ceneri,
fiori appassiti, sembriamo schiene ripiegate,
menti opache,
suole logore.
Tu sempre bella nei tuoi jeans stretti e io un pò marcia di vita.
Eppure dici amo,
eppure te lo chiedi ancora,
come se non esistesse il nuovo,
cosa sia l’amore..
cosa fosse un tempo,
cosa sarà tra un anno,
e titubante avanzi…
 
l’ amore è solo amore.
l’amore solo muore,
l’amore è solo amore.
 

Trappola

Posted in Senza categoria on 8 ottobre 2009 by stesis83
 
 
 
Tu sei il luogo in cui sedere nella pace del giorno nato,
con tra le dita coriandoli di luce,
lo sguardo affondato nel vuoto più cupo,
tu sei il sereno meditare,
dopo una lunghissima corsa.
Di tutti i pianeti allineati,
i sogni stigmatizzati,
le innumerevoli volte in cui non comprendiamo altro che noi stessi,
il tuo pianeta sembra una culla confortevole.
Tutto ha qualcosa di donna,
un profumo a cui attribuire un preciso sesso.
Tutto ha una caduta lieve,
di pelle, di ciglia, di nessi, di parole.
E devo dirti oggi,
che mi sento forse più vera di ieri,
con quella profondissima ruga tra le scapole amiche,
e la voce forse un pò roca,
vera, si, vera come la vergogna.
Tu sei lo specchio infranto,
e chissà quanti segmenti simili avrai letto,
con queste dannate frasi false e fatte,
questi angusti luoghi comuni,
questi arbusti coperti di ipocrita spiritualità.
Come leggera la penna bic a fil di piuma,
goccia sulla pagina in spasmi,
il mio respiro e il tuo,
conoscono la resa cara dopo l’estremo amore.
Tu sei la sfera e io l’angolo scuro,
una corazza antica ci divide,
e la mia mano su te carezza la luna,
i tuoi capelli come i suoi veli.
Tu sei la trappola attesa,
fin troppo sperata,
che quando arriva tace,
e strugge e mira,
colpisce, placa ira.
Tu sei e non sei.
Così come una dicotomia arbitraria,
costruita da me in te,
perchè amo la vertigine,
e tra i tuoi seni trovo riposo,
come una foglia sull’aiuola.
Temendo il vento.