Archivio per marzo, 2010

Black Milk

Posted in Senza categoria on 6 marzo 2010 by stesis83
    
 
LA BALLA(TA) DEL LATTE NERO
 
latte nero,
dai suoi seni.
ho ingoiato,
un misero sorso,
di veleno.
Latte nero,
un necrologio liquido,
paramenti sacri,
l’indovina gorgoglia,
non durerà,no,non durerà.
L’escremento nuovo,
tra le gambe di giuda,
ha segmentato il giorno,
il pensiero anche.
E che c’è di subdolo nel sorriso?
un occhio vitreo,
non mostra gli orrori,
e si aggira tra gente,
che non respira,
i putridi odori,
di menzogna preconfezionata,
che nel corpo -plastica,
è imballata.
e non a caso , in balle,
tutto arricciato,
come il naso della quadrupede umana,
che asserisce e non ragiona,
e divora,
senza consapevolezza,
senza morale,
senza vergogna,
senza tentare,
appigliandosi al braccio,
della brutale….
Cosa fa arretrare?
il biasimo,
il turbamento,
l’oblio,
la fervida immaginazione,
lo scompiglio,
il verme,
che oscilla,
tra la bocca ed il deretano.
Cosa fa arretrare?
il firmamento,
il guasto,
il mutevole,
il raggiro,
l’arrendevolezza,
il maiale,
cotto  a puntino.
che gira,
rosola bene,
nel sughino.
Miagola il cane,
e squittisce il gallo,
perchè tutto è rovesciato,
come una gestante,
vomita il feto.
Un’amica dice,
cambio direzione,
renga docet,scripta manent,
verba volant,
eh quanto volant!
Latte nero,
mi porge la volpe,
e la pecora balla,
con il leone in spalla,
e i gatti si accordano,
gli asini festeggiano,
l’Italia delle troie e dei ladroni,
è tutto quel che speravamo.
Un sorso di latte ,
nerissimo,
non sa di amaro.
Ma di sano.
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oggi non potevo non scrivere.. :)

Posted in Senza categoria on 2 marzo 2010 by stesis83
  
 
 
 
Chi mi conosce sa che non sono tipo da apprezzare Alessandra Amoroso, ma questa canzone mi piace come anche altre 2 forse.
Credo sia una canzone molto dolce .. ad una persona che di dolcezza ne ha ricevuta poca magari può scaldare un pò il cuore.
Oggi non potevo non scrivere, è il mio compleanno ed è da non credere..  quante cose cambiano nel giro di due anni!
parlo di due o non un anno perchè non c’è mai un anno uguale all’altro, sempre sorprese a non finire!
La cosa ridicola è che non si può chiudere gli occhi dinanzi l’evidenza. La gente che davvero conta e che davvero ci tiene si è fatta sentire in un modo o nell’altro.. l’altra no!
Funziona così , ne sono consapevole. Sono stanca di recriminare ,di evidenziare, sottolineare, mettere in primo piano. Mi sono semplicemente resa conto che a 27 anni devo smetterla di credere negli altri. Gli altri non sono nessuno, ciò che conta è chi c’è sempre stato ..
e chi c’è sempre stato .. è chi non si fa pregare per un pensiero nè per una parola in un momento di sconforto.
 
é strano, quanto poco si conosce il mondo. Quanto poco conta quel che si dice o si scrive, quel che si finge di provare.
sono sicura che chi oggi mi ha dedicato un sorriso avrà un sorriso per me anche in futuro, così come hanno fatto da quando mi conoscono.
Sono molto fortunata dopotutto, moltissimo.
Ringrazio Marina,  Jack,Max,Peppe,KRI ,Rady e Giò, Silvia, AFA, Meli, IL MIO TESORO DANI, Ceci, Viki (sperando di non dimenticare nessuno)
Dedico un pensiero speciale a Sabry che è unica perchè come lei ne esistono pochissime al mondo.
E ovviamente ringrazio la persona che più mi sta accanto e mi ha sempre sostenuto in ogni contesto, bello e brutto.
Grazie di esserci e di non avermi mai lasciata sola anche quando era troppo complicato pure parlarmi, grazie di aver sopportato i miei scazzi, le mie incazzature, grazie per non aver mai avuto paura di ciò che dicevo o facevo, grazie per avermi dedicato ogni momento libero se ne avevo bisogno, grazie per avermi ascoltato anche nei momenti meno opportuni, grazie per aver accettato ogni parola anche la più crudele, aver capito come penso e aver rispettato sempre il mio modo di essere.
Grazie perchè sai guardare oltre le mura, oltre le false immagini, oltre le ipocrisie, oltre tutte le cretinate che vengono raccontate.
grazie perchè non mi chiedi di mentire, perchè non desideri altro che il bene, che non sei vendicativa, non rinunci mai a te stessa, non giustifichi mai i dubbi nè le bugie, grazie perchè non offendi mai l’intelligenza delle persone, non dimostri cinismo, non fai il porta e riporta, non muovi marionette.
grazie perchè so che fai il possibile per non deludere mai nessuno, perchè pensi quando agisci , grazie perchè non parli mai a caso, rifletti milioni di volte prima di dire cose di cui potresti pentirti, grazie perchè mi spieghi cos’è l’amore, mi racconti come si possa amare sempre, grazie perchè sai infondere coraggio, serenità,pace..
davvero … 
                                 GRAZIE
 
 
 
 

Sarei dovuto restare a casa ieri sera

Posted in Senza categoria on 1 marzo 2010 by stesis83
  
 
 
avrei dovuto leggere di più tra le righe,
avrei visto tante piccole sillabe danzare,
insieme alle mille ombre di uno sguardo,
avrei permesso a questo sangue di sgorgare,
lietemente,
nelle vene mai più cave,
nelle vene mai più sottili.
è lieve la brezza in riva al mare,
sa di ricordi di naufragi,
come il cuore strapazzato,
annientato,
geme sulla battigia.
e le mie mani giunte,
vicino una bocca che trema,
non pregano,
il pensiero fisso su una città,
che cela la sua flessuosa figura,
me la immagino incantatrice,
la Vita.
Attende sempre un pò più avanti.
la sua capigliatura striata,
me la rende simile a mia madre.
con quel volto dolce,
che sa di pace.
Si, è proprio dolce.
E non sorride nonostante mi veda bene,
occhialuta,
rapace,
mi fa prigioniera,
tra le braccia.
Mi ama questa Vita,
nonostante si voglia imbrogliarla,
con mille sapori diversi,
con mille menzogne ben dette,
con mille raggiri superflui,
io amo sentirmi leggera,
fresca come solo chi ragiona può essere.
Non conosco luna nè sole,
non conosco spasimo più vero,
di quello di un amico,
che sincero voglia sollevare la terra,
al mio passo,
voglia pervadermi di gioia,
attraverso una melodia cara.
Ho sofferto il solletico del mondo,
quando si inchina,
si rattrappisce contro la scogliera,
o mormora di estati,
di velieri, di orizzonti,
di burrasche.
Ho così tanto amato,
da non essermi accorta di aver smesso,
così un solo istante in bilico,
col fantasma di mio padre.
lui trascina le sue membra,
le sue ossa mi fanno da guanciale,
non sembra approvare questo sibilo,
questo minuscolo dolore dorato,
che ogni tanto giunge agli occhi,
cadendo sulle guance di cera.
é veramente disumano,
questo trattamento a me riservato,
questi molluschi di uomini,
che deridono il giorno,
che credono di conoscere,
prevedere,
nutrire i pensieri,
dare voce alle emozioni.
no! non è per questo che nasciamo,
non è per farsi umiliare da rose canute,
non è per prostrarsi dinanzi al brusco,
non è per dar fuoco alle stoppie,
e richiamare la nebbia.
NO! non è questo grigio che può ferire,
non è questa ostentata indifferenza,
non è la bugia che sa di follia,
no, non è accaduto niente.
Come quando si estrae un dente,
dolente,
gettato in un angolo,
io mi accascio un pò per gioco,
un pò perchè è ciò che ci si aspetta faccia.
E non ho gridato mai abbastanza al miracolo,
rinascere come una fenice da ceneri calde,
appiattirmi contro pareti che sanno di voragine,
e poi salire scale come proiettili,
instabili.
No, non è questo il destino,
non il mio,
il segreto che custodisco,
è generoso,
fin troppo generoso.
Questa insaziabile belva,
che si chiama stupidità,
non mi scalfirà,
no, non mi contaminerà.
e so che sarei dovuto tornare a casa ieri sera.
senza cappello,
senza vestito a barca,
senza il cinismo che ho ereditato,
come le gambe,
l’espressione,
il modo di fare.
So che sarei dovuto tornare a casa ieri,
senza incontrare la Vita,
nè lo stormo che alto si tramutava in bue,
compiendo acrobazie,
tra nuvole nerastre,
che temono il sole.
Sarei dovuto soltanto tornare a casa,
avrei atteso la notte senza più paura.