Archivio per settembre, 2010

Posted in Senza categoria on 29 settembre 2010 by stesis83

MM

Posted in Senza categoria on 29 settembre 2010 by stesis83

Ciao mondo!!

Posted in Senza categoria on 28 settembre 2010 by stesis83

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Maps

Posted in Senza categoria on 22 settembre 2010 by stesis83

Per lei vagherò di notte,facendo angolo con i nostri gomiti.
Per lei dormirò all’ombra di luna,con il pianto nella voce.
Per lei rassomiglierò al più semplice dei sacchi,lascerò che mi si svuoti

Sarò come un ronzio d’anima mai piu’ candida,inchiodandomi alla poltrona sua preferita. Guardandole le mani, con occhi giammai umani.
Per lei confonderò i nomi e sarò il suo vanto. Lascerò che mi sfiori un ginocchio e sarà come toccare una chitarra. Lei canterà l’immenso oblio. Per lei appassiranno quelle stupide ginestre , senza alcova che brilli. Le gambe che mi guidano sulla silenziosa strada. Ho dormito tra i sussulti e sento questa terra palpeggiarmi il fianco. L’odio e l’amore si mischiano come umori. Odo cadere la bianchieria e vengo morsa dal vecchio rampicante che spezza l’aria con le sue foglie.

Inconsistente

Posted in Senza categoria on 21 settembre 2010 by stesis83
Caro Dio il guardiano del faro dorme,
i miei occhi sono povere bilie calde,
in una bocca troppo piccola per contenere.
Caro Dio mi sento scalza in questo istante di antico godimento,
vedo un continuo infrangersi,
non si ritira forse la marea ?

Quanti orologi oggi ticchettano le mie tempie,
il vento non riempie di uccelli questo cielo che distratto si squarcia.
L’ape colorata rotola su ogni foglia, vorace mentre il mio pallido ventaglio la scaccia. Sparse le pavide scintille che precipitano come pioggia. Scivola il mio sangue nel cerchio di fuliggine, che sia la precipitosa fuga delle mie gambe gemelle?
Caro Dio, leggo il tuo labiale , scosti sillabe di paura.
Nella pazienza del tempo coltivo l’impazienza. Il mio pensiero rode le pietre. Caro Dio, raccolgo ancora il mio sogno senza che il mio petto si faccia oscuro.

xxx

Posted in Senza categoria on 20 settembre 2010 by stesis83
Forse son ferita senza sentirne il dolore,
l’incostanza è l’unica struttura davvero necessaria,
a questa improvvisa scettica ascesa,
l’unica scala che si allunga senza limite.
Sento i capelli assottigliarsi,
come tutte le paure che avevo da bambina,
la bambola dalle grandi palpebre,
i miei occhi di sale solido,
la lingua tocca dove il dente duole,
tutto cresce come un impulso beffardo.
La mia pelle sorretta da tenaglie bianche,
palpita come fili di spada,
quando sembra che tutto stia dentro una mano,
ne rimango imprigionata.
Non è il tutto che si possiede,
ma è l’infingarda che attende e passa.
Notai il suo volto insanguinato?
ogni varco si chiude ad ogni passo,
baciai il mio sangue sulla sua bocca,
mentre la terra decifra orme di insetto,
ragnatele si depositano su lontani autobus,
il mio cuore senza soggetto nè predicato,
confonde la grammatica.
Non sento più presenza nè assenza,
soltanto il fresco calore dei ricordi,
con tutti i suoi confini d’ombra,
è come se il giorno e la notte s’affacciassero su una tomba,
e scolpita sulla pietra ci fosse il suo nome.

xxx

Posted in Senza categoria on 20 settembre 2010 by stesis83
Nella torre di pane,
seduta tra il muschio e la sedia di giunchi,
la notte sembra una parete azzurrata,
mentre scorgo un calice di corallo,
in bilico nell’angolo destro del tavolo di luna.
La fronte bagnata di crepuscolo,
quante volte ho trattenuto le tue mani,
come uncini incastonati tra le costole,
non hai retto il mio tepore e nulla c’è da possedere.
Come affretta la sua marcia il distratto marinaio,
i venti tacciono e le fronde mutano voce,
quanti significati ricercano gli sguardi,
per non accogliere il destino di naufragio.
Non voglio stendermi in alcun giaciglio di fortuna,
ciò che verrà sarà chiamato segno,
di tutte le lucciole accese,
mi tormento di non averne rinchiusa alcuna,
mi sento fiorire tra braccia di madreperla,
vado ogni giorno in cerca dell’alba.
Ciò che sembra non certo m’inonda,
s’attorce la tenerezza alle sue stesse radici,
ciò che hai perduto,
matura in me come uva,
hai smesso di invocare la mia anima spezzata.