Archivio per dicembre, 2010

Senza.

Posted in Senza categoria on 19 dicembre 2010 by stesis83

Ho temuto il tuo sorriso, ho pagato caro il tuo sostenerti. Ho scorto anime sconsolate che vagano sulla terra, cercando sui marciapiedi tracce di verità commestibili. E ho veduto volti contorti e sul fondo della strada le mie mani si sono sentite vuote. 

Per te, onde di nebbia bruna. E sulle spalle , il peso dei miei pensieri. E da ogni passante hai strappato una storia che tende a far leggera l’aria. Risuonano sulle ginocchia i tuoi passi d’osso? continuo a ticchettare su ogni tua perplessità di donna smarrita. Quando ti sei inginocchiata davvero? il dolore è l’affare dei poveri mortali. Se te ne cospargi lo sentirai meno amaro. Lui sa dove muovere l’inferno e come accodare il paradiso. Il silenzio non ha una fine condivisa, io ho così tante cose da dire , e tu le potrai schiaccare tutte dentro il mio nome? Io ti amo nel disequilibrio. Io ti amo, nell’incostanza. Nei giorni che vengono chiusi e in quelli che restano aperti solo nei sogni. La notte va a caccia di parole, saranno cinti i tuoi fianchi dalle braccia celesti?io mi nutro del tuo stesso tempo. Dell’emozione che dà consistenza alla mia commozione. E ti sento nel martirio di ogni assenza, nel potrebbe e nel forse. Nel suono d’arpa. Nel sangue che infiamma gli animi. Sostituirsi a creature scarne che ti deliziano e ti fissano le orbite come fossero mondi. Vado indietro non muovendo affatto, e nel mio indietro trovo il trono che ti ho eretto come mia regina. n un ghigno senza labbra , l’invidia s’insinua nei cuori di chi non sa amare, e la febbre dello spergiuro è la malaria dello scheletro. Tu potrai frenare il tuo cuore ?Voglio afferrarti , oltre il contatto carnale. Oltre l’indecenza della brama e della lussuria. Voglio le tue sottili linee orizzontali e sostituirmi al senso di ogni cosa. Se nell’ora violetta pulserò tra due vite , potrai contendermi al giorno, senza arretrare? io sarò pericolosamente stesa e tu ti incastrerai in me nella stanza sola.

Eyepennies

Posted in Senza categoria on 15 dicembre 2010 by stesis83

Quando tu ritorni in te risplende la grazia. Quando tutto si sperde io tendo a dimenticare, e prego un Dio di cancellare le cose di troppo. Per la forma del tuo corpo, io pongo l’accento . E non escluderei di vederti riflessa sulla vera pietra. E con ciò io chiedo di distorcere ogni immagine che mi stia stretta. 

Nei tuoi occhi leggo il molteplice, tu puoi essere il singolare ed il plurale di ogni sostantivo. E di ogni simbolo tu ne rappresenti una parte, così che io possa sentirmi confermata nella mia essenza di donna marginale. Quanto di vero contiene la parola? tu corrompi il lessico per i tuoi scopi, non cedi mai passo al dubbio? i tuoi mille colori mi abbagliano, ed il tuo Spirito mi immerge in un rosolio dolce. Il mio capo trova guanciale sul tuo seno d’avorio. Al di là della speranza e della disperazione tu mi rincuori. Ti riveli a me come la fede. Tu potrai mai specchiarti in me senza cedere alla tentazione? la mia lingua è ruvida e sprofondo in una me stessa fiammeggiante. Vorrei averti attraverso.
Vorrei averti anche fuori vena. Guardarti salire dalla terza scala. Cosa di me ti si oppone? Viviamo in un mondo di tempo che ci supera, in un orrore chiaro che sa di scoglio e di mare. Tutto è significativo in relazione alla stabilità e divieni il mio centro. Di un letto mai quadrato.
Viaggio nei tuoi gesti caduti come mani stanche, abbandonate. Tu puoi prestarmi la chiave dell’ironica e brutale porta? Il mio Inferno si chiama Vita. E tu sei nata dall’amore delle cose create. Sei la notte oscura della mia anima. E non dici basta.per definizione. Sei prologo. E mi divori. Con astuzia e coraggio, avvolgendomi con nuovi amori e nuovi riti. Tutto ciò che ho sempre creduto è ormai rovesciato, come un cono. Il tuo Ego è percezione e il mio amore per te è ciò che vedo.
potrai nascondere alungo l’ingresso di un Cristo a Gerusalemme?io vedo cose differenti, l’attesa è il mio trionfo.
Viene l’intelligenza con la sua luce e desta in me la fiamma. Vedendo indizi precisi di tale luminosità e per quanto infantile sia la tua mano , la accolgo come una benda su occhi marci. Mi allieta lo sguardo.Riecheggiano nell’aria i bisbigli di baci. Legami alle tue braccia , legami. Tra le aride suggestioni del tuo paesaggio.

Musa

Posted in Senza categoria on 10 dicembre 2010 by stesis83

Allora andiamo, tu ed io, nella grottesca città ad olio. Mai stanca, eppure debole contro il tuo corpo, ho indossato la mia maschera migliore. Puoi vederla? 

Tu sei la nebbia della mia mente, ciò che rende ogni distinzione inutile nella resa. Qualsiasi tua faccia, qualsiasi sorriso sottile, è come uno scorcio di chiar di luna. Il tuo maledetto affannarmi, il tuo ghigno comico, il tuo sguardo malfermo, le lacrime spese bene, ed ogni timida resistenza. Io ti amo,tremando nel tuo abito estivo. Io ti amo, circondandomi di promesse sbagliate. Ho così tanto bisogno di crederti.Stretta in un abbraccio primitivo, ho sentito di appartenere. Puoi ritenerti libera dal mio vincolo? Sono labbra secche , sono passi guantati sulla soglia dell’Assoluto. Tu puoi scoraggiare questo mio cuore che ti cerca? Ogni cospirazione è ottusa, ogni infondata menzogna non riesce ad allontanare. Tu sei la Verità in ogni ora che viene, tu sei la mia unica amata ombra. Non esiste tempo, nè futuro,nè passato nè presente. Tu sola sei ed eri e sarai. La bella che consuma. In te risiedono speranze ed ambizioni. Io volgo i miei pensieri e gli sguardi, i respiri, i silenzi, tutto ciò che è parte di un necessario Oltre, verso Te. Che sei venuta a sorprendere, a meravigliare , a stupire, a soccorrere, a ferire, a presenziare, a sorgere ed esitare.
Come posso non amare le tue mani giunte? le tue braccia incrociate sul petto? i tuoi occhi coscienti, il tuo ventre che mi accoglie come fossi il tuo unico figlio. Tu mi mostri qualcosa che non ho ancora visto. Tu mi mostri ciò che di diverso balza tra fuoco e roccia. Dalle tue dita appuntite vengo squarciata, dalle tue parole danzanti i miei sensi vengono risvegliati, e i tuoi rami si contorcono insieme alle mie radici, e le nostre esistenze inspiegabilmente si aggrovigliano.Vorrei baciare la tua pelle bianca che mai si arrese del tutto al rosso della mia bocca. Vorrei provare il gusto della bellezza fremente dell’amplesso limpido. Tu sei il mio migliore ritratto, le strade semideserte ci riservano angoli in cui nascondere i nostri gusci. Vorrei strofinare la schiena contro i vetri e lasciare che la tua lingua possa lambire la mia vita e farla tua. Vorrei arricciarmi intorno alla tua nuca e cadere in un sonno limitato.
Indugiando in te, indugio dinanzi ad un’opera finita. Ci sarà il tempo che vorremmo? Per incontrarsi ancora, incastrarsi, creare, sollevare il mondo.Colmare le distanze? Ho conosciuto sere in cui le voci declinano come superfici in bilico. Vorrei poter sdraiarmi sul pavimento, tra te e me. Contare gli attimi. Il tuo profumo è il gioiello che orna il mio collo.
Cosa mi fa divagare ? ho camminato in te senza accorgermene, ed adesso mi dibatto sul muro come fosse un dolce giaciglio.
Tutto in me digiuna, affinché sia pronto per te, come fosse la prima volta. Io ti sono fedele nel qui ed ora. E mi avvolgo in te, in ogni tua fibra , rischiando di essere trafitta da lunghi spilli di memoria.
Ho visto vacillare mille certezze, in occhi semplici. Ho visto comprimere il piacere contro un cuscino. Piccoli denti mordere l’impossibile. Tu sei tutto ciò che voglio e spero. Nonostante io stia diventando vecchia, scorgo i venti che rigonfiano le acque. Tu lasci che la scena si accomodi mentre scorgo cerchi di luce sul soffitto e te li indico. In mezzo a parole lievi e confusi perché, penso a quanto tu sia rara. Lascio che le cose dette e non dette si cerchino e si influenzino. Permetto a me stessa di accoglierti in ogni piega del mio Essere. Tu sei e non sei. Crudelmente.

Olsen Olsen

Posted in Senza categoria on 6 dicembre 2010 by stesis83

Come si incantenano gli sguardi, nell’incontro sperato. Come si addolcisce un volto di pietra, nell’amore. Cosa dice il tuo cuore al mio nell’istante che lo squarcia? io sento che ti insinui come un veleno caro.Sento che in un solo angolo del letto ho trovato il mio equilibrio. Tu carezzi in me tutto ciò che del mondo è fugace. Saprai attendere ch’io ti accolga? Sei mia, nella strada. Sei mia, nell’assenza. Sei mia, nei silenzi. Sei mia, anche quando non so dove sto andando. Dove condurranno le tue mani? le sento precipitarsi sul mio corpo stremato, da troppe notti e troppi giorni che vedono pioggia e sole alternarsi senza spezzare abitudini. Vengo dalle tue braccia, e non dico addio. Vengo dalle tue braccia, come se da lì fossi nata. Bacio il tuo mento, gli zigomi, gli occhi, la nuca, i contorni, i perimetri, ogni tua superficie, strappo fiato al tuo fiato, respiro i tuoi respiri, e trattengo i ricordi.
Talvolta ti sento nelle mie vene. Adoro la torbida attesa , lo spasmo che precede il piacere, la voce lieve che si finge sussurro. Potrai mai fidarti del mio precario desiderio? Lo ammetto, ho paura. Dalla paura viene la sera. Di paura narra il vento. Dalla paura sorge il mondo. Mi chino sulle tue labbra cercando labbra, mi chino su te che sai di rete, che mi imprigiona nel suo ventre. Potrai mai conservarmi nelle tenebre?
I tuoi occhi oceanici scintillano e io vi leggo tutto il terrore del non detto. Io ti leggo nella cupa clandestinità. Come pensi di sfuggire a quel fumo che ti dono? Mi sfami, mi disseti, mi nutri, mi stringi, mi culli, mi annienti, mi divori, mi plasmi per te. E nella profondità di ogni titubanza io continuo a cercarti. Continuo a volerti. Odo parole senza echi. Tu resti dentro me, anche nella notte che aleggia. Trema la tua carne che la mia straccia in lunghe catene. Tu sei frenesia. Tu sei vertigine . Ancorata alla mia verità io lascio che tu ti accomodi alla mia destra. Sottile ed ebbra. Nuda ed umida come la terra. Tu sei madre e non te ne accorgi. Partorisci tutto ciò che di bello vedono i miei occhi. E non c’è istante ch’io non chieda alla mia gola di non serrare le emozioni. Non c’è istante in cui il tuo passo sia davvero per me distante. Tu rivivi in ogni tempo. Nel tuo grembo porti la mia cicatrice.

Jonsi

Posted in Senza categoria on 3 dicembre 2010 by stesis83

Era una sera d’oblio,le auto ed i tacchi rotti. Era una sera d’oblio, tu accanto a me.
Non riuscire a dire, non riuscire a fingere, non riuscire a sedere. Non riuscire a non cessare di guardare oltre la tua testa.Inchiodarsi ad un pensiero, desiderare di superare la misura. Sperdersi in te. Solo in te. Camminare su trampoli precari, sfuggire ad un fuoco sporco. Alzare le braccia in segno di resa. Perdona se non tornerò a guardarti. Fermare la lotta tra me e l’altra me. Sperare di incastrare distanza in altra distanza. Fino a non colmare più alcun vuoto. Mi voglio distribuire su tutta la terra non permettendoti di entrare. Con ciò non vuol dire ch’io non possa attendere l’alba, che tu non sia l’ombra cara delle mie notti. La vedrò giungere nella mia cecità desiderata. Io sarò il bastonato felice, io sarò d’improvviso quello che tu sei per me. E continuerò a vivere, senza osare. Continuerò a vivere con un’altra voce. Continuerò a godere della mia perdita e tu odierai il dolce delle parole. Odierai, persino , il retrogusto del mio nome. Ti lascerai tradire un’altra volta?Sarò una donna sola e nella mia infermità sarò tutte le donne, sarò l’anima gelida che spira, sarò il colpo ad effetto. Sul tuo petto sarà la cicatrice. Ho ingoiato il tuo cuore, in un unico boccone. Ora, indomita, recrimini, deduci, accusi, mortifichi. Ora,indomita, mi permetti di riposare lontano dal tuo abbraccio. Tu mi hai voluto sopra ogni cosa ed i tuoi piedi hanno trovato il vuoto. Io ti ho voluto sopra ogni cosa, la neve brucierà la mia carne.