Archivio per maggio, 2011

Allucinante

Posted in Senza categoria on 15 maggio 2011 by stesis83

Ma come si fa, mi chiedo COME! Sanno solo colpire.

Annunci

Hearing Damage

Posted in Senza categoria on 14 maggio 2011 by stesis83

Sospetti nutriti e bocche fresche. Carne su carne. Sangue rappreso. Non puoi commettere sbagli, non puoi mai commettere sbagli. Ai miei occhi.

Il tuo uomo giocattolo, la tua donna -giocattolo , la marionetta tra le mani tiepide. Il mio volto tagliato e l’insoddisfazione è nella tua testa. La bici è nel cortile. Pedalo. Una spinta e sono giù, su strada ripida.

E forse un poco lo dici che non sei tu che agisci. Ma è quell’altra. La nuova.

E forse un poco lo dici che non sei tu che ami. Ma è l’altra. La bionda.

Non puoi commettere sbagli, non potrai mai commettere errori, ai miei occhi.

Tendo l’orecchio alla voce amica che ha il riso nelle pause.

Tendo l’orecchio alla voce amica che non ha suono.

Tu non puoi commettere errori, non puoi commettere errori , ai mie occhi.

Nel nome del Padre

Posted in Senza categoria on 14 maggio 2011 by stesis83

In un soffio, lo disse. E in quel soffio era la vita. In un soffio, la pianse. E in quel soffio,era la resa. Quanti crepuscoli conteneva nel cuore? e la bestia che giaceva sul fondo, scosse la terra. Oh anima , non avresti potuto essere un martire migliore, con il volto emaciato, un binario tra i denti. I binari e i tetti, la circolarità delle certezze e delle incertezze che si rincorrono in un’estrema lotta di fiele. Garantisco di essermi battuta, come una Giovanna D’Arco moderna, con lo scudo lucido.
Quanti teschi sul mio cammino? le immagini guerriere banchettano la sera e si sperdono nei sogni. Perchè non comprendiamo che siamo molto piccoli? molto spauriti, molto in panne, molto poco veri? desidero dei calessi, e dei brocchi, dei filmini rudimentali, delle formine con le quali contenere il mare. Le parole, sai, le parole ingannano. Quanto le ho amate. Quanto le ho cercate. Avevano un costo. Ed ora, lo so, sono vuote. Ed ora , lo so, sono timide e ambigue. Sono facili strumenti , manipolatrici. Voglio una fiaba dal finale incerto. Voglio un solco che sappia di rugiada. Voglio una malattia che si diffonda presto e mi faccia arcuare , capovolgere tutto. Desidero spugne e travi. Bandiere schizofreniche, che si affidano ai venti. E’ questa agonia che mi è cara? è questo palpito da morente che mi fa sperare? ed è l’ossessione , la mia fede. E’ l’estrema unzione.
Nel nome del Padre.