F.

Tu refulgi anima mia, nelle limpide acque del ventre mio affogato. Tu sei il circolo d’ombra che castiga, che imprigiona, che ossequia, che ossida le palpebre schiuse come labbra. Tu mi esalti, mi assali ,turbini come vividi pensieri , sbocci come sboccia il fiore d’oppio e sei crocifisso rampicante. Tu sei il sogno ed il destino. Linea sottile che pensierosa perimetra il mio corpo e lo confina in… quel luogo in cui non vi è più nulla. Se non l’urlo del cuore che mai spaventa. Tendi braccia che oscillano come pendoli. Tu sei regina di freddi gelsomini. Sei il nudo guanto e la formidabile lotta. Amami come ameresti la fresca ferita. Cercami, nella rigidità della schiena di marmo, misura il tuo amore di viandante. Implora. Che le mie mani possano stringere ancora le tue mani sotterrate. Io non ti attendo, perchè nell’attesa tutto si consuma. Io voglio amarti come un cieco. Voglio disarmarti. Lo stupore imbriglia e sconquassa il cinico e il beffardo.E tu ne ridi, anche quando la tua indole ti fa cupa e non mi addormenta. Il giorno scolpito nella pietra s’è reso immortale.Muovi come il vibrante pennello su una tela squarciata, spezzando l’arco del tempo. Mi seduci, mostrandoti arrendevole, nella tua veste a cascata. Surrurrando ,accostando i tuoi fianchi di sole: ” ti prego, mira”

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