Ara Batur 2

Posted in Senza categoria on 30 settembre 2011 by stesis83

Mi sono sentita crescere. Nella forma di silenzio e di singhiozzo. Al di là di te, un altro luogo mi attende. Mentre il mattino s’allontana, bevo un liquore d’anima spezzata e nulla squama che dalla mia bocca sfugge. Io sono colei che non muore, nemmeno se volesse. Sono colei che danza nell’umido dolore della fuga. Colei che nel centro di ogni cosa , vede distese inondate, gomitoli di membra…, gatti dalle code d’ambra. Tutto intorno a me si perde, quando mi rendo per metà inaccessibile. Desidero l’umido oblio del tuo sogno. Tagliando il tempo, io ti bramo. Tagliando il tempo, io ti chiamo. Tagliando il tempo, dal mio cuore sparso, aumenta il mio bisogno di insistenza. Scivola il mio lieve male, nella pioggia caduta dalle pupille tue, offuscate. Tutta la forza di un animale solitario è racchiusa nelle gambe gemelle. Cosa sarei io se non l’indegna? Qualcosa vuole che l’innocenza vaghi palpitando tra i fili di spade. ed io mi annido tra le tue braccia affusolate. Come ripaghi con ricchezza di aspettative, l’amore. Come ripaghi col suo sale avido di domini,l’amore. Scaccio le tenaglie bianche di mani che cercano geometrie assai precarie. Invento giochi di luce, con coni e prismi. Invento fiabe che assottigliano pensieri di realtà mai vissuta. Tu sei la mia folle amica, sei l’inizio del crampo autunnale, sei grandi palpebre dorate, sei la scossa che scortica la mia schiena indifesa. Tu sei la figlia di un cielo che crolla. Tu sei la profonda speranza di trastullarmi nell’indifferenza di un mondo che non mi appartiene. Una cintura di pietra ,il solco raggrinzito dell’epidermide invecchiata. Io ti leggo mentre voglio per me il lampo e per te, la nebbia. E’ una sola la vena che funge da scala. L’ira del nuovo giorno viene a gridare il suo lutto, che un vecchio giorno è andato. Così è la vita, e così è la tenerezza annacquata. Nulla mi costringe a rimanere e tuttavia resto. E’ possibile che fummo sterminati dalle lacrime di un Dio decaduto? Queste tue lacrime dimesse sono pugnali sottili. Corro vestita di impazienza verso quel luogo in cui non vi è altro che ossa e fuoco. E ti scorgo, nella tua gonna di foglie. Il cielo suddiviso in vuoti e pieni, come un foglio che accetta di essere violato. Con parole di dolcezza e di paura. La carta ormai nera protegge la mia porta. Abbatterai , forse, la prima porta che un’altra porpora accompagna. E le stagioni avranno i nomi dei metalli e la voce tua, si farà brezza di pensiero piena di oltraggi. Che brucia , affonda, mescola, divora estordisce la volontà mia addormentata.

Lost

Posted in Senza categoria on 26 settembre 2011 by stesis83

Io non ho mai perso me stessa. Io non ho mai perso me stessa. Anche l’ultimo giorno, quando il mio viso è cambiato ed ho incontrato il sole. Io non ho mai creduto alle favole, io non ho mai dato in pasto il mio cinismo alla passione, anche quando ho titubato dinanzi la storia più improbabile mai vissuta. Anche quando ho vibrato sulle mie stesse inconfessabili paure, primitive. “Manda avanti l’amore” così dicevano, in scarpe troppo strette. Ed io mandavo avanti il primo passo, sempre il falso. “manda avanti l’amore” così dicevano, in abiti lisi. Ed io indossavo il migliore, sporco ai polsi. L’amore non lascia mai a mani vuote, tu le tendi e qualcuno le riempie. L’amore non ritorna mai , sa soltanto mutare nome. Io non ho mai perso me stessa. Io non ho mai perso me stessa. Anche il primo giorno, quando tutto sembra girare a tuo favore, i sorrisi scavalcano altri sorrisi, tutte le cose sembrano sopravviverti come le tue uniche direzioni. “Tieni il capo alto” così dicevano, mentre strisciavano dinanzi la Croce. Ed io stringevo di un buco la cinta e guardavo il cielo,come se piovesse. “tieni il capo alto” così dicevano, mentre degradavano come proteine. Ed io mordevo a sangue le mie labbra , finchè non mi compiacevo del sapore del mio stesso nettare. Io non ho mai vissuto niente. Io non ho mai cercato niente. E’ l’autunno che mi ha sorpreso , afferrandomi con violenza. E’ l’autunno che ha scelto me, circondandomi con i suoi rami secchi. Ed io ho lasciato che le cose andassero da sole. Come si fa quando tendi le mani e qualcuno le riempie. Anche se fosse stato sempre il primo giorno, o l’ultimo.

Just for Now

Posted in Senza categoria on 23 settembre 2011 by stesis83

Che non ci separi la vita, dai viaggi e dai dolori. Che la tua mano , talvolta, possa corrompere l’autunno della mia pelle. Posso rinunciare a morire, per un valzer di sguardi. Per questo risuona la notte,nel mio ventre appisolato. A cosa rinunciare se non per amore? a cosa rinunciare se non per sussurrare alla terra?Nessuno parla, mentre baci la pioggia sulle mie labbra di avorio. Posso palpitare per una voce, e poi sperdermi in mille me. Posso ferire la strada con i miei passi di metallo, e poi ritornare con le intenzioni più dolci. E tu sarai mai la …tregua per il mio cuore? A cosa rinunciare se non per amore? a cosa rinunciare se non per una foglia caduta? Mi mostrerai granai, sigilli della mente, remoti pensieri, le prime ciliegie , il fiume calmo, l’orologio e le sue lance. E la mia pallida infanzia mi verrà a trovare in sogno. Con tutte le sue maschere. Cercherò la trasparenza, cercherò il cristallo bruciato, il nero marmo della mia anima. E tu sarai la pura essenza del turbamento. Quando il mio cuore sfavilla. La tua luce mi precipita in un abisso senza alcova. La tua luce mi ricopre di pollini porpora. Tu sei l’aroma sparso , la freschezza ormai infranta. La mia età ossidata mi restituisce ricordi di fiori e di tristezza. Albeggia la mia volontà che piega la tua, in un abbraccio dal sapore di mare. Giungono gli uccelli felici, mentre tu mi passi attraverso. Ed io ti accolgo, come il pericoloso prigioniero. Entra nella mia casa, siediti tra le rovine del mio amore. Entra nella mia casa, tienimi tra le palpebre socchiuse. Come puoi non vedere te stesso?A cosa rinunciare se non per amore? a cosa rinunciare se non per sussurrare alla terra? Il mio cranio si rompeva in cocci variopinti. Le mie resistenze hanno rovinato le nostre vite? seduta su una sedia d’ambra, attendo che questo mio sguardo stretto aggiusti i tuoi occhi di lamine. L’onda affamata mi sazia di immagini azzurrate; senza la frenesia delle parole, il crepuscolo scivola tra le nostre braccia. Nulla è perduto, ancora tu scuoti ponti, tracci ferite, rendi l’ora infedele. A cosa rinunciare se non per amore? a cosa rinunciare se non per te?

Ny Batteri

Posted in Senza categoria on 21 settembre 2011 by stesis83

Spezziamo la strada insieme, rassomiglianti come chiodi. L’argento del tuo sguardo tortura col suo fuoco, c’è qualcosa su questa terra che respira come se dormisse. C’è qualcosa in questa terra, che mi allontana da tutto, e basterebbe il torbido tocco della viltà ad aprire i miei occhi tra la rugiada. Io giaccio nelle tue mattine fredde.Quanta libertà è racchiusa nell’eterna fuga? io vado incontro all’orizzonte squamato. Le nostre ossa si sgretolano passo dopo passo, cercandosi. Eterno è il viaggio d’eco. La tua voce è in pascolo. In agguato, nelle colline. Ed io mi attardo, come una bocca che non ha fretta di ritagliarsi baci tra labbra chiuse. Tu canti l’inverno e mi doni sassi. La furia del mio percepire sfavilla come ruggine nuova. Il mio esserci basterà a ridestarti? La mia presenza taciturna ti viene a trovare la sera, nelle notti che finiscono. Si disperdono le tue resistenze arcuate, sotto il suono di campane. Ed io vengo a biancheggiare, come spuma. Senza fermarmi. Sono fatta di tutte le cose. In te, è l’avidità non sazia. Quale disegno? Gemerei, bruciando. Se bruciando, l’anima diffonde la sua rogna. Gemerei, deflorando. Se deflorando, l’anima spreme il suo succo. In te, è lo sgradevole frutto dell’ingratitudine. Lasciami andare. In te è la pazza fuga verso il silenzio. Forse tutte le tue contraddizioni si annodano, ai tuoi fianchi di spada. Tu tagli il mio volto al primo colpo. Sei l’unica cosa che possiedo , tuo malgrado.Sei il naufragio dei miei occhi.

K

Posted in Senza categoria on 3 settembre 2011 by stesis83

Tutte le cose hanno un loro fondo, tutte le cose sono nate nella luce. Tutte le cose, profumano d’avena. La tua voce ha una nota piena. La tua voce è dolcezza sussurrata. Tu mi sollevi con la tua presenza. Tu mi sollevi anche con la tua ass…enza. La corrente domina il flusso del mio percepirti in me. Dove ci condurrà? Il mio cuore di pietra dura, è in realtà una noce schiusa. Il mio cuore murato è in realtà la glassa sulle tue labbra. Quando i cieli si chiudono, il sole sottomarino splende nel mio grembo. Il tuo amore scuote i metalli , afferra lesto , stringe a sé. E’ la porta che unisce e separa, ma se non esistesse, saremmo già sopravvissuti a noi stessi , non credi? E’ la porta che mostra nodi non troppo stretti, angoli semibui, scaffali pieni di promesse che mai verranno rispettate. Ma se la porta non esistesse saremmo liberi di essere l’ombra e il vuoto. Di essere il bacio tardivo, la finestra divelta, la scommessa vinta o persa. E’ il rischio dei corpi, quando si cercano in lenzuola sconosciute. E’ il rischio di sprofondare nell’origine dei tempi.L’amore rende ridicoli, l’amore fa regredire la ragione a brandelli di buonsenso. Ricorda come ci si sente a ferirsi con graffi e morsi non troppo loquaci.I sentimenti sono convinzioni sotterrate nei deserti. Tutta la magia dell’incontro è nel turbamento del cuore, quando si trasforma in lava. L’estasi è nell’inseguirsi, assetati ed affamati. E non darsi tregua. Mai.

Z

Posted in Senza categoria on 2 settembre 2011 by stesis83

Come ci si sente quando si cade? non si sente niente. Come ci si sente quando si annaspa? non si sente niente. Giunge il momento, e ci si lascia crollare. Senza opporre resistenza. E l’uomo dagli occhi grigi, è lì davanti a te. Con la sua ombra di luce. Lui è qui, e non dice. Lui riposa accanto a me, e tace. Come ci si sente quando l’uomo dai capelli bianchi mostra il suo volto? ci si sente inadeguati. Profondamente ,… soli. Lui è qui, il suo sguardo ti attraversa. Tu sei acqua. Tu sei il fondo della bottiglia. Ha bevuto , è ubriaco , del tutto. Non vede che te e tu non ci sei. Non vede che te e tu non sei lì. Come ci si sente a scorgere punti in ogni luogo? vedere sassi, fulmini, aureole cadute, monti mai esistiti, scale di seta, grovigli su grovigli. Tutto talmente contorto in te , tutto talmente ostinato. Demente, dormiente. Vuoi forse rendere meno vero il tuo passo? trascina il passo. Vuoi forse rendere meno evidente l’orma? trascina il passo. Vuoi forse cancellare il tuo passato? trascina il passo. Chiedi a Dio , clemenza. Prega il Signore Dio tuo, di mostrarti il miracolo. Vuoi forse turbarmi?mordimi . Vuoi forse amarmi? feriscimi. Vuoi forse insinuarti in me? stremami. L’uomo dagli occhi grigi è qui. Lui mi possiede , come possiede la morte. Lui è qui. Lui sa essere l’implacabile peccato del pensiero. Lui sa essere lo spietato assassino del mio cuore. Lo si sente battere? tra i marciapiedi. Lo si sente battere? è pellegrino. Il mio cuore non sa parlare. Come ci si sente quando si fugge? non si sente niente. Come ci si sente a stare bene? non sente niente. E a stare male? lo stesso. E’ tutto un vuoto caro. E’ tutto un vuto carissimo. Che mi accoglie come dovrebbe fare una madre. Che mi culla come dovrebbe fare una madre. Voglio la terra e voglio le spine. Voglio la terra e il sangue. Voglio la bile.

Posted in Senza categoria on 2 settembre 2011 by stesis83

Trapassano i corpi, oggi è la mia anima a trapassare. La lunga chioma del cielo, attende le mie carezze di parole. Il sogno è al mio fianco, con tutte le sue immagini dissociate. E’ oggi la mia bocca, la tua fremente compagna. E’ oggi la mia mano, sorgente. Tu vuoi essere felice? lascia che il tempo possa scorrere nell’inibizione. Lascia che il ginocchio non sfiori altro ginocchio. Lascia che il mondo respiri e che …il vento spiri. Lascia che gli uccelli siano spirali nere. Che la tua pelle azzurrata sia musa di un canto. E’ oggi la mia cintura , la tua collana. E’ oggi il mare, il tuo anello. Per qualcosa di imprevedibile è disposta l’esistenza. Chiodandoci alle sue pareti. Dove va vagando ciò che di te mi è sconosciuto? D’improvviso è la nebbia della mente. E non ti penso più. D’improvviso si spengono le candele. In un unico soffio. Di fango è macchiato il bacio. Di mosto, il tuo ventre. Il gelsomino non profuma mai tra i seni sfioriti. Tutto è istantaneo, il desiderio, il dolore, l’amore, l’addio. L’autunno del mare mi attende. Cadono già le foglie , dentro me. Io ti devo l’autunno. Ti devo l’antico fogliame, l’ematoma, l’occhio rotto. Io ti devo l’aroma della carta bruciata. Ti devo il muschio, il marcio , il crisantemo. Ti devo il contatto amico e il sangue sul palato. Ti devo l’umidità dell’indifferenza. I nostri baci non s’incontravano , infine. Come i nostri piedi. Tutto sarà riunito un giorno. Tutto , nella polvere. Tutto sarà riunito un giorno, tutto nella cenere. Confusi, eternamente